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Agganciare?

Continuo a ricevere richieste su come "agganciare" le femmine. Vediamo cosa si può fare.

La richiesta più frequente che ricevo riguarda una qualche miracolosa frase magica che permetta di attrarre l’attenzione della femmina che ci interessa e la faccia cadere tra le nostre braccia.

Disgraziatamente non esiste niente del genere; o meglio, non dipende dalle parole che si usano. Ma andiamo con ordine.

L’idea della “frase magica” nasce dalle famigerate liste di “pick up lines”, che trovate anche in italiano andando in giro per la rete.
Il mio nient’affatto modesto parere è che nessuna femmina con un QI maggiore di un’ameba possa dare una qualche risposta positiva.

Circa i sistemi da “manuale del seduttore”, il mio parere è ancora più negativo: lasciateli perdere.
Non solo
perché non funzionano, ma perché sottintendono l’idea che abbiate bisogno di
un pretesto o di una scusa per entrare in contatto con una persona.

Con tutte le variabili relative al luogo e alla situazione, garantisco che
un approccio semplice e diretto rimane il più efficace:
“Senti, se non ti rivolgo la parola adesso, potrei non rivederti mai più, e
non sopporto l’idea. Ciao, mi chiamo….”

Qualche problema?

Ovviamente la possibilità di essere mandati a quel paese esiste, ma è molto più
bassa di quanto si possa credere.
(come ho già detto, possono esserci variabili sconosciute, o condizioni
particolari: magari sta andando a chiedere un prestito, oppure ha appena
litigato con qualcuno, ecc.)

Ma se agite con decisione (ma senza arroganza!!! evitate lo stile gallo
cedrone…) e simpatia, è veramente difficile che la risposta sia negativa.

Attenzione: le femmine hanno antenne sensibilissime per individuare i
perdenti e martirizzarli (non credete alla palla dell’istinto materno: a
meno di non trovare una che viene a letto con voi perché le fate pena, non
funzionerà), per cui l’approccio diretto con il linguaggio del corpo
sbagliato, provocherà precisamente tutte le risposte che paventiamo (ma
sparisci, chi ti credi di essere, ma ti sei visto, ecc. CHE HANNO POCA O
NESSUNA RELAZIONE CON L’ASPETTO FISICO)

E per questo che non smetterò mai di insistere sull’atteggiamento mentale.

Se può aiutarvi, chiedetevi (anche durante l’approccio) “Se sapessi di non
poter fallire, cosa farei? Come mi muoverei? Che parole userei? E provate.

Ciao

Bruno

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