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L'uomo è cacciatore? Solo se è un perdente...

Di tutti i luoghi comuni sulla seduzione, quello dell'uomo cacciatore è uno dei più devastanti. Vediamo il perché.

Quando si parla di seduzione - come in tanti altri campi, ovviamente - è inevitabile scontrarsi con miti e credenze così largamente accettati che si finisce per crederci senza darsi la pena di verificare se abbiano o meno un qualche senso.

Ora, fin da piccoli ci sentiamo ripetere che “l’uomo è cacciatore”, detto dai maschi con malcelato orgoglio e dalle femmine con un misto di disprezzo e timore (e desiderio di essere cacciate, ovviamente).

Ora, “cacciatore” sembrerebbe effettivamente descrivere il comportamento più adatto alla seduzione, ovvero quello di chi punta una preda e, usando tutti i mezzi a disposizione, non demorde fino al momento della cattura, incarnando così l’archetipo del macho guerriero e conquistatore.

Il punto è che non è affatto così: questo comportamento, che ha una sua validità se stiamo cacciando un animale nella giungla - o magari se stiamo cercando di ottenere un contratto piuttosto che di scrivere una sinfonia - ovvero focalizzare tutte le le risorse su un unico obiettivo, ci trasforma in perdenti cronici nel campo della seduzione.

La persona che stiamo “cacciando” può non essere interessata a noi, può non essere disponibile in quel momento, può aver fatto voti che non sappiamo o avere disturbi che non conosciamo, può semplicemente essere stronza… insomma può essere impossibile da “catturare” per ragioni che non hanno niente a che vedere con noi oppure può richiedere una quantità di tempo e risorse tali da superare il valore della “conquista”.

Non solo, la concentrazione su una femmina particolare (possiamo inventare un termine e chiamarla “monoginia”? Ci penserò…) ci impedisce di vedere la quantità di altre femmine interessanti e disponibili che ci passa quotidianamente a fianco.

Conosciamo tutti persone - magari noi stessi…- che perdono giorni, settimane, mesi, (anni?) a corteggiare la stessa femmina, a mandarle fiori, messaggini, regalini, ecc ecc, con risultati prossimi allo zero sul piano sessuale e devastanti su quello dell’autostima.

Chi ha successo con le femmine non si comporta affatto da cacciatore.

No.

Si comporta come qualcuno che fa apparentemente la stessa cosa ma in realtà usa una tecnica che è l’esatto contrario.

Chi ha successo con le femmine fa il pescatore!!!!!

Il pescatore non punta un “pesce”. Il pescatore lancia un’esca e aspetta. Ancora meglio, lancia due, tre, dieci esche,… e non si fissa su una in particolare, e sa che - se l’esca è buona e nella zona i pesci ci sono - non tarderanno ad abboccare.

Se proprio prende qualcosa che non gli interessa, non ha problemi a ributtarlo in mare.

Quindi, mentre il cacciatore corre e si affanna dietro una preda, senza alcuna garanzia del risultato, il pescatore piazza i suoi ami e aspetta, sapendo che la statistica lavora per lui.

Fuor di metafora, mentre il perdente spreca tutte le sue energie perseguendo una causa spesso persa, il vero seduttore ne corteggia in maniera più o meno soft almeno dieci per volta, e si coltiva amiche, relazioni, vecchie fiamme, anche quelle per le quali non ha un iteresse diretto (le femmine hanno tutte delle amiche, no?)

Con il risultato che:

- si decuplicano le possibilità di successo

- un eventuale rifiuto non crea un problema (si passa alla successiva…)

- le eventuali prede mantengono la tensione, sapendo che sono incalzate dalla concorrenza

Quindi… tutti a pesca!!!!!

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