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La cosa più antiseduttiva in assoluto...

A volte proprio sembra che tutto vada storto. Ma è davvero solo colpa delle circostanze?

Mi scrive un ammiratore argentino da poco arrivato in Italia - la mail è lunga, quindi non la riporto - di avere rischiato una denuncia per tentato stupro perché, a fronte dei reiterati rifiuti di lei, continuava a metterle le mani addosso e a tentare di spogliarla.

“Non capisco, da noi si fa così. Anche se alla ragazza piaci alla follia, lei ti respinge con “violenza” fino a quando non finge di non essere più in grado di resistere e “cede”. Ma è un gioco. Come facevo a sapere che quella mi respingeva sul serio?”

E’ una lettera che, pur nella sua “drammaticità”, mi ha divertito, perché è incredibile quanto possano essere ancora diversi i codici comunicativi - e tanto più i rituali di corteggiamento - tra le varie culture, anche in tempi di globalizzazione come quelli attuali.

Tuttavia, il problema è un altro, perché tocca un punto sensibilissimo e non certo limitato alle differenze culturali: ovvero, il maschio è programmato a “provarci”, allo stesso modo in cui la femmina è programmata a “resistere”, anche quando ne ha tanta voglia quanto lui.

Ci sarebbe da scrivere tantissimo sul perché questo succede, e magari prima o poi lo farò, ma veniamo al sodo: Come faccio a sapere se il suo “no” significa “no”, oppure “chissà” oppura “continua”?

Ad insistere quando il “no” è reale si rischiano, appunto, denunce o comunque situazioni imparazzanti. Ma anche fermarsi quando invece bisognerebbe insistere, non è certo una bella cosa.

Il punto è che la femmina è estremamente chiara nel manifestare la sua disponibilità o meno, addirittura PRIMA che lei se ne renda conto (sono stati fatti degli studi interessantissimi sulla comunicazione non verbale, a questo proposito).

Ebbene, la capacità di decodificare i messaggi non verbali è una delle principali qualità di chi sa rapportarsi con il sesso femminile, e non certo solo durante la seduzione: chiunque abbia un minimo di esperienza sa quanto frustrazione provochi cercare di comprendere “da maschi” cose che alle femmine sono assolutamente ovvie.

Non è che ci si possa trasformare da un giorno all’altro, ma arrivo a quella che ho definito la cosa più antiseduttiva, e di cui la cattiva comunicazione è solo una conseguenza:

la mancanza di attenzione!!!!!

mancanza di attenzione ai segnali, al tono, ai movimenti, alle emozioni, ai gesti,…

Siamo così concentrati su come appariamo, su come stiamo andando, sull’effetto che vogliamo provocare, che non ci rendiamo conto che la persona con cui stiamo ci sta inviando una quantità di segnali che non solo non sappiamo interpretare, proprio non li percepiamo.

Come ho detto, non si possono fare miracoli. Ma provate ad osservare, provate ad aprirvi. Provate a “sentire” le risposte, anche se razionalmente vi possono apparire sconclusionate.

Imparerete molto, ve lo assicuro. E, soprattutto, i vostri successi cresceranno a dismisura.

Un saluto

Bruno

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