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LA SICILIA PREISTORICA - 3^ parte -

Gli Elimi - I Sicani - I Fenici - I Siculi

Gli
Elimi
stanziatisi nella parte nord-occidentale della Sicilia,
probabilmente prima dell’avvento dei coloni fenici, gli elimi fanno di
Segesta, Erice ed Entella i loro centri principali. La storia di questo popolo
si conclude già nel IV sec. a.C. e le testimonianze a noi pervenute dicono poco.
Secondo il mito, Elimo era un principe troiano, figlio
di Anchise e fratellastro di Enea
.

I
Sicani:
Gli studi archeologici fanno risalire al III millennio
a.C. l’arrivo dei sicani nella Sicilia
occidentale
, in particolare nella parte situata ad ovest
dell’Imera del sud (Salso)
. I loro contatti con la civiltà minoica
sono stati convalidati da scoperte recenti mentre non sono tuttora chiari i
rapporti esistenti con i vicini elimi
. Giunti
probabilmente dalla Spagna
, i sicani fanno di
Iccara, Inico
e Indara i loro centri principali.

I
Fenici:
L’infiltrazione
fenicia in Sicilia non è datata in modo certo. Probabilmente il popolo, il cui
nome deriva dal greco “phôinix” e significa
rosso
, in relazione alle stoffe purpuree da esso prodotte, si è
stanziato nella parte occidentale dell’isola in età anteriore a quella ellenica
(o forse contemporaneamente agli elleni).

Le difficoltà a precisarne la storia derivano non soltanto dalla
scarsa documentazione
ma anche dal tipo di organizzazione politica
che, sebbene aiuti la ricostruzione storica delle diverse città fenicie,
non agevola quella unitaria del paese. Gli
stanziamenti fenici
si ritrovano in tutto il
Mediterraneo
; in questo mare i fenici diventano gli
intermediari tra Oriente ed Occidente.

Ma il momento di massima espansione si ha dall’XI secolo in poi, quando i
fenici si stabiliscono nella Sicilia orientale e nelle isole di
Malta
, di Gozo e di Pantelleria. Anche l’origine di Palermo
è fenicia
così come quella della non lontana Solunto, di San
Pantaleone (vicino Marsala)
e della piccola Mozia.

Nell’isolotto di Mozia recenti scavi hanno consentito di identificare
un Tophet
, replica del
Santuario di Baal-Hammon a Cartagine.

Diversamente da quelle greche le colonie fenicie non erano organizzate come
città stabili
, ma come punti di scambi commerciali in relazione alla
loro attività principale, quella marittima e mercantile. Con i
maestosi cedri del Libano
, i fenici costruivano agili imbarcazioni per
navigare nel Mediterraneo
e così le coste raggiunte sono state attivate nel
tempo
da porti fiorenti.

Si racconta che, gelosissimi della loro supremazia sul mare, questo
popolo teneva in segreto le rotte da seguire e diffondeva leggende terribili
per scoraggiare la concorrenza
. Sono stati, infatti, i fenici ad inventare
l’esistenza di Scilla e Cariddi: i due mostri che affondavano le navi
nello stretto di Messina.

L’esigenza di facilitare i rapporti con i popoli più diversi ha spinto
probabilmente i fenici ad elaborare una scrittura semplice e veloce:
nasce così l’alfabeto della città di Biblo con ventidue segni
corrispondenti ai principali suoni della voce umana
.
Dall’alfabeto fonetico sono derivati quello ebraico,
quello greco e quello romano ancora oggi in uso.

 

I Siculi: Soppiantando lentamente
i sicani
, il popolo siculo, che risale
al II millennio a.C., si è insediato nella parte
orientale dell’isola
. I dati che si possiedono sulla loro lingua
provano una certa affinità con il latino.
Nemici
dei greci, così come i sicani,
ne assorbirono tuttavia la loro cultura
. Ai
siculi
si attribuisce il culto dei
Palíci