LA CITTA' DI MESSINA - pag. - 2^-

La città - Storia - Assetto urbanistico nei secoli - La gastronomia - Il pesce e i frutti di mare - Folklore e Principali manifestazioni

STORIA:
Nel 1412 Ferdinando di Castiglia restituì a Messina i privilegi che
le permisero di diventare la più progredita delle città siciliane.
Nel 1571
furono fatte straordinarie accoglienze al valoroso Don Giovanni e
nelle sue
acque si riunì la flotta cristiana che il 7 ottobre 1571 sconfisse i Turchi
nella battaglia di Lepanto.
Sotto gli Spagnoli Messina era in grande splendore.

Fin dal 1665 erano però sorte questioni tra la Corte di Madrid e Messina e nel
1671 si operò per sottomettere la città alla piena sudditanza alla Spagna.

 La città si divise nelle due fazioni dei Merli (popolani) sostenitori della
Spagna, e dei Malvizzi (nobili) favorevoli alla libera costituzione messinese.

Nel 1674 la lotta si trasformò in aperta ribellione contro la Spagna e la città
si rivolse al Re di Francia Luigi XIV che inviò nelle acque delle Stretto
una
flotta che distrusse quella spagnola.

Nel 1678 Luigi XIV tradì Messina abbandonandola alle vendette spagnole. Ogni
privilegio venne eliminato, l’Università fu chiusa, libri manoscritti ed opere
d’arte, vennero distrutti o inviati in Spagna.
A monito
fu creata la Cittadella
fortificata.

Nel 1743 scoppiò una terribile peste bubbonica che in pochi mesi uccise più di
50.000 abitanti. Seguirono le carestie del 1746, del 1747 e del 1760
.

 Il 1° settembre 1847 cinque squadre di patrioti diedero il via alla grande
rivoluzione contro la tirannia borbonica.
Nel gennaio 1848 scoppiò la rivolta
vera e propria che coinvolse l’intera città.
La quasi totalità dei forti fu
espugnata, mentre i Borbonici della Cittadella bombardarono Messina per otto
mesi.
Ferdinando II si guadagno così il soprannome di Re Bomba. Nel settembre il
generale Filangeri sbarcò migliaia di soldati che riconquistarono Messina.

Durante la rivolta del 1848 si verificò il sacrificio dei giovani patrioti
detti “Camiciotti” per la loro stramba divisa. Assaliti da soverchianti
reggimenti svizzeri resistettero all’attacco fino alla fine delle munizioni e
poi invece di arrendersi preferirono morire gettandosi in un profondo pozzo
.

 Il 27 luglio 1860, dopo la vittoriosa battaglia di Milazzo, entrò liberatore
Giuseppe Garibaldi e Messina entrò a far parte del Regno d’Italia.

Il 28 dicembre del 1908 si verifica una delle più grandi catastrofi della
storia dell’umanità. Un violento terremoto, seguito dal maremoto, in pochi
secondi rade al suolo l’intera città.

Quasi 80.000 persone perdono la vita.

Delle diecimila fabbriche esistenti ne rimangono intatte soltanto due. Si
persero 186 chiese, 25 conventi, 15 monasteri. Si perde la Palazzata che era
stata definita l’ottava meraviglia del mondo.

Il 12 gennaio 1909, il Parlamento deliberò che Messina venisse ancora una volta
ricostruita. Il nuovo piano regolatore venne affidato all’Ing. L. Borzì e la
città ricostruita seguendo rigide disposizioni antisismiche.

Per tutto il periodo bellico la città fu pesantemente bombardata dal cielo
dagli aerei alleati. Il 17 agosto del 1943 la terza divisione americana, agli
ordini del generale Patton, entrava in Messina dalla via Palermo, mentre
l’ultimo mezzo navale tedesco fuggiva dalla spiaggia di Paradiso.

 

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