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Favignana: "I Pallavicino e i Florio" - pag. 2 -

Paolo Florio, padre di colui che diventerà uno dei più celebri capitani di industria dell'800, era un commerciante dalla vocazione marinara - Le origini dei Florio non sono siciliane - Nel giudizio unanime i Florio sono stati i rappresentanti di una Sicilia industriosa - Il fratello minore Vincenzo si dava ad uno sfrenato attivismo mondano e sportivo inaugurando la celeberrima corsa automobilistica "Targa Florio" nel 1906.

Il mito dei FLORIO

I nome dei FLORIO si lega a quello delle Isole Egadi il 5 ottobre 1841, quando i nobili Pallavicino e Rusconi davano in gabella le antiche tonnare di Favignana e Formica alla Ditta Vincenzo Florio per un periodo di 19 anni. Ma il legame diventa indissolubile e reca l’impronta di un’epoca nel 1874 quando il figlio Ignazio Senior acquisterà interamente le Isole Egadi dalla famiglia Pallavicino. Le origini dei Florio non sono siciliane. Il primo esponente di questa famiglia sbarcò in Sicilia seguendo una corrente migratoria dalla Calabria alla fine del ‘700. Paolo Florio, padre di colui che diventerà uno dei più celebri capitani di industria dell’800, era un commerciante dalla vocazione marinara ed impianterà una piccola drogheria a Palermo che nel giro di pochi anni vedrà allargare considerevolmente il suo giro d’affari, permettendogli di lasciare al figlio una notevole eredità. Numerosissime sono le attività di cui è promotore il figlio Vincenzo. Fra le iniziative destinate ad avere maggior fortuna vi sarà la costruzione di uno stabilimento per la produzione di vino “Marsala” presso l’omonima Città, in concorrenza con le famiglie inglesi che già vi operavano come Woodhouse e gli Ingham. L’irresistibile vocazione mediterranea della famiglia Florio fece sì che Vincenzo partecipasse alla creazione di parecchie compagnie di navigazione, la più importante delle quali fu la Compagnia della “Navigazione Generale Italiana”. Dalla fusione di questa Società con la CITRA nascerà ai primi del ‘900 la Compagnia TIRRENIA. Il figlio Ignazio (Senior) sposò la Baronessa Giovanna D’Ondes da cui ebbe 4 figli: Vincenzo (morto a meno da un anno dalla nascita), Ignazio Junior, Giulia ed un altro Vincenzo destinato ad essere l’ultimo esponente dei Florio. E’ proprio con Ignazio Senior che Favignana trova un posto preciso nella leggenda dei Florio. Fu di questo periodo anche la costruzione nell’Isola della mediovaleggiante palazzina Florio del 1878, opera del Damiani. Nella memoria collettiva questa famiglia viene identificata con gli anni in cui raggiunse il suo apogeo economico, di immagine e di influenza, quando Ignazio successe al padre e sposò la nobile e bella Franca Jacona di San Giuliano, colei che D’Annunzio chiamerà “Donna Franca”. E’ questa la Belle Epoque e i sintomi che si fanno sentire della grave depressione della fine dell’800 che immiserisce le campagne (soprattutto quelle meridionali) vengono cancellati in una frenesia mondana che renderà celebre la coppia. Nel 1897 Ignazio Junior inaugurava finalmente il Teatro Massimo, la cui costruzione era stata iniziata dal padre. Il fratello minore Vincenzo si dava ad uno sfrenato attivismo mondano e sportivo inaugurando la celeberrima corsa automobilistica “Targa Florio” nel 1906. Una serie di disgrazie personali, ai primi del ‘900, colpirono Ignazio Florio Junior e Donna Franca; la morte di 3 figli in tenera età nell’arco di due anni fiaccò lo spirito della Famiglia e tolse le speranze di un erede maschio. La famiglia Florio si trovò dinnanzi ad una realtà economica sempre più depressa e dovette affrontare fallimenti e chiusure di attività. Nel giudizio unanime i Florio sono stati i rappresentanti di una Sicilia industriosa, creatrice di ricchezze, moderna e riscattata dall’immobilismo della cultura feudale. Una Sicilia centro di cultura e dalla vocazione mediterranea ed europea al tempo stesso.