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La SICILIA: "Dalla Preistoria alla.. Storia" - pag. 2 -

Ai musei fanno riscontro alcune aree archeologiche ben tenute ed evidenziate - L'attrattiva principale per i primi coloni neolitici che raggiunsero Lipari fu l'ossidiana: il luccicante "vetro vulcanico" - Gli Eoliani seppero presto risollevarsi divenendo una sorta di porto franco della preistoria mediterranea dagli inizi dell'età del bronzo e per quasi tutto il II millennio a.C - La preistoria siciliana non significa soltanto le Eolie - Un popolo di origine campana, gli Ausoni, invase l'arcipelago.

Ai musei fanno riscontro alcune aree archeologiche ben tenute ed evidenziate, quali quelle della stessa Acropoli di Lipari, del Milazzese di Panarea e di Capo Graziano a Filicudi. Piccoli villaggi di capanne accuratamente scavati e restaurati offrono al visitatore una chiara idea di come dovesse articolarsi la vita di un centro abitato della preistoria recente in Sicilia. Capanne rigidamente racchiuse nella loro circolare modularità, ma suggestivamente articolate ed abbarbicate in rari pianori strategicamente caratterizzati. L’attrattiva principale per i primi coloni neolitici che raggiunsero Lipari fu l’ossidiana: il luccicante “vetro vulcanico” di incredibile duttilità ed efficacia funzionale che l’attività eruttiva regalò alla più grande delle Eolie. Costituì il vero e proprio oro nero dell’antichità fino alla “invenzione” del metallo, tanto che l’ossidiana, da Lipari, fu esportata in Sicilia, a Malta ed in gran parte della penisola italiana. Ma il rapido sviluppo tecnologico, cosi come è avvenuto più volte nella storia dell’umanità, determinò nella società eoliana una crisi profonda, dopo la fine del neolitico, intorno al III millennio a.C. Ma, forti della loro esperienza marinara e, comunque, coscienti del ruolo importante che le isole potevano conquistare grazie alla loro posizione geografica al centro del Tirreno, gli Eoliani seppero ben presto risollevarsi divenendo una sorta di porto franco della preistoria mediterranea a partire dagli inizi dell’età del bronzo e per quasi tutto il II millennio a.C. Intorno alla fine del II millennio a.C. (ma avvisaglie precedenti si possono anche scorgere durante il periodo della cultura del Milazzese, dal ben noto villaggio di Panarea) un popolo di origine campana, gli Ausoni, invase l’arcipelago. La formidabile sequenza di villaggi sovrapposti sull’Acropoli di Lipari si interrompe a questo punto. Qualche evento traumatico sconvolse la tranquilla vita dell’arcipelago e determinò l’abbandono dei siti fino al VI secolo a.C., quando i coloni Cnidi ripopolarono le Eolie. Ma la preistoria siciliana non significa soltanto le Eolie. Nella parte occidentale dell’isola, lungo i litorali palermitani e trapanesi, troviamo una delle concentrazioni di grotte tra le più suggestive al mondo. I massicci calcarei che conferiscono colore e bellezza alle coste nord-occidentali dell’isola sono più o meno profondamente segnati dalle tracce sovrapposte dell’incedere marino. L’alternante livello del mare quaternario ha lasciato il segno in profondi solchi rettilinei posti a varie altezze. Lungo questi livelli l’erosione marina ha scavato anche le grotte che furono successivamente abitate dai cacciatori e raccoglitori paleolitici e mesolitici.