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La SICILIA: "Dalla Preistoria alla.. Storia" - pag. 4 -

Il culmine di un sistema efficace di sfruttamento delle risorse ecosistemiche - L'eneolitico è caratterizzato dalla presenza di diversi stili ceramici che presentano alcune varianti significative nelle varie parti dell'isola - Tra eneolitico ed antica età del bronzo si colloca l'episodio significativo del Bicchiere Campaniforme - La Sicilia si inserì pienamente nel circuito commerciale mediterraneo a partire dai primi secoli del II millennio a.C.

Ad una fase avanzata dello sviluppo neolitico si riferisce l’insediamento di Stretto a Partanna dimostrando il culmine di un sistema efficace di sfruttamento delle risorse ecosistemiche. La fase successiva dell’eneolitico, ben rappresentata dall’insediamento di Roccazzo, nel sud-ovest dell’isola, noto per la completezza del suo impianto insediamentale caratterizzato da capanne rettangolari e dalla comparsa di tombe a pozzetto e grotticella, rappresenta una fase di assestamento del modello agro-pastorale che proseguirà con proprie dinamiche evolutive per molti secoli a venire. Con l’eneolitico si introduce la tomba a pozzetto e grotticella che costituisce una rottura con il passato e l’inizio della lunga evoluzione del sepolcro ipogeico che in Sicilia ebbe particolare diffusione e successo fino all’epoca storica. L’eneolitico è caratterizzato dalla presenza di diversi stili ceramici che presentano alcune varianti significative nelle varie parti dell’isola. Tuttavia la sequenza Conzo, San Cono - Piano Notaro, Serraferlicchio, Malpasso costituisce una valida griglia cui si affianca quella eoliana caratterizzata dal passaggio tra Piano Conte e Piano Quartara. Tra eneolitico ed antica età del bronzo si colloca l’episodio significativo del Bicchiere Campaniforme (vero e proprio fenomeno di diffusione etnico-culturale di origine europea in Sicilia) inserito egregiamente ai margini occidentali del vasto areale di diffusione della civiltà di Castelluccio che, susseguente alla facies di Sant’Ippolito (da cui probabilmente deriva) costituisce la più tipica manifestazione dell’antica età del bronzo siciliana. Per quanto attiene all’età del bronzo oltre alle già citate testimonianze eoliane altre isole minori della Sicilia offrono testimonianze di grande interesse. E’ il caso dei famosi Sesi di Pantelleria: insoliti monumenti funerari di megalitica ascendenza, inseriti in un comprensorio di cui parte fondamentale è il villaggio capannicolo di Mursia, cinto da un poderoso muro ancora ben visibile. Ma anche del villaggio dei Faraglioni di Ustica, dove la capanna circolare sembra scomparire in un accorparsi di più unità camerali all’interno di veri e propri edifici ben inseriti in un tessuto urbanistico fatto di strade e piazze. Anche qui un poderoso muro di cinta dotato di torri conferiva al villaggio il carattere di avamposto marittimo dedito al commercio lontano. La Sicilia si inserì pienamente nel circuito commerciale mediterraneo a partire dai primi secoli del II millennio a.C. come dimostrano i rinvenimenti di ceramiche di varia provenienza egea, levantina e cipriota presso l’insediamento di Monte Grande di Palma di Montechiaro dove è attestata la più antica lavorazione dello zolfo che doveva costituire l’attrazione per questi commerci primordiali.