Questo sito contribuisce alla audience di

La SICILIA: "Dalla Preistoria alla.. Storia" - pag. 6 -

A Camico trovò la morte Minosse tra le dolcezze di un bagno caldo, addolcito dalle carezze delle belle figlie di Cocalo - Altri principati della Sicilia centro-orientale assistettero, a partire dal IX secolo a.C., all'arrivo di: Greci dall'area egea e di Fenici dalla costa siro-palestinese e da Cartagine - La Sicilia orientale viene siculizzata, saranno queste genti a contrastare senza fortuna la penetrazione greca coloniale

A Camico, identificata con Sant’Angelo Muxaro nella media valle del Platani, secondo una saga tramandata in periodo greco, trovò la morte Minosse tra le dolcezze di un bagno caldo ulteriormente addolcito dalle carezze delle belle figlie di Cocalo. Ma perchè proprio in Sicilia? Un pensiero ci arrovella la mente. Forse già allora questa terra iniziò ad essere conosciuta per lo stridente contrasto passionale che qui emana dalla terra, dalla natura e dai suoi abitanti? Per i suoi sentimenti avvinghiati in un’originale e singolare equilibrio capace di offrire indifferentemente dolcissime passioni e tragici epiloghi? Il centro abitato di Camico è ignoto, ma ben note sono le sue tombe fra le quali spicca quella di chiara ispirazione egea date le sue dimensioni, la sua forma a tholos e l’articolazione interna con la piccola saletta destinata alla deposizione di una figura importante, data la presenza di un letto funerario scolpito. Le saghe legate al suo territorio, che vedono troneggiare le figure di Minosse e Dedalo, ed il ritrovamento del famoso tesoretto d’oro comprendente vasellame ed ornamenti di ispirazione egea, inducono a fantasticare sul glorioso passato di questo centro, così legato al mondo egeo nella pre- e protostoria, e poi sottoposto all’influsso politico e militare greco-agrigentino. Pantalica, Camico e tanti altri principati della Sicilia centro-orientale assistettero, a partire dal IX secolo a.C., all’arrivo di altre popolazioni: i Greci dall’area egea ed i Fenici dalla costa siro-palestinese e da Cartagine. Questa volta non erano i Micenei, ormai travolti dalla crisi delle loro cittadelle, ma i Greci che, a differenza dei propri antenati, non venivano soltanto per commerciare, ma per impiantare le proprie durature dimore, in una parola per colonizzare. Lo stesso fecero i Fenici collocandosi nella Sicilia occidentale sia per la vicinanza maggiore al Nord-Africa, sia per il minor contrasto dei Greci ridimensionati in questa parte dell’isola dalla presenza degli Elimi. La cultura sicana resisterà all’avanzata di genti dalla penisola soltanto nel centro-sud dell’isola (Polizzello e Sant’Angelo Muxaro), dove sarà poi definitivamente soppiantata dalla penetrazione coloniale dei Rodio-Cretesi. Tutta la Sicilia orientale viene, pertanto, siculizzata e saranno queste genti di origine peninsulare a contrastare senza fortuna la penetrazione greca coloniale. Monte Finocchito, con le sue poderose torri di difesa, visualizza questa strenua, quanto inutile, resistenza sicula all’incedere inesorabile di Siracusa verso l’interno. Nella Sicilia occidentale i succitati Elimi, anch’essi di origine peninsulare, inserendosi nel ceppo sicano, ebbero miglior fortuna riuscendo a sopravvivere alla colonizzazione greca e fenicio-punica e mantenendo inalterata la sua autonomia anche dopo la conquista romana.