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Bandiera siciliana su tutte le barche siciliane

Questo chiede il segretario nazionale del partito del Popolo Siciliano Nicola Asaro - ll senso di appartenenza è già esploso, visto che Asaro ha notato almeno tre battelli, fermi nel porto di Mazara, issare il vessillo giallo-rosso - La Regione Sicilia adottò la Triscèle con la Gorgone con le spighe del periodo romano - In ossequio al nostro inno che recita: "...che schiava di Roma, Iddio la creò!" - Issare la bandiera siciliana non significa necessariamente ammainare il Tricolore.

Una legge che obblighi le imbarcazioni iscritte nei registri navali dell’isola ad issare permanentemente la bandiera dello Stato-Regione Sicilia. Questo chiede il segretario nazionale del partito del Popolo Siciliano Nicola Asaro che, in qualità di consigliere comunale di Mazara del Vallo, dice al sindaco Giorgio Macaddino di farsi portavoce affinché l’Assemblea Regionale Siciliana vari una legge ad hoc. A qualcuno, in verità, il senso di appartenenza è già esploso, visto che Asaro ha notato almeno tre battelli, fermi nel porto di Mazara, issare il vessillo giallo-rosso: come è il caso del motopesca Satiro che fa sventolare i colori dell’isola. C’è chi sostiene che l’immagine della triscèle la abbiano portata i Normanni, ma essa era raffigurata già in alcuni vasi greci, al cui centro era posta la testa della Gorgone nel mito di Medusa. Dal 28 luglio 1990, la Regione ufficializzò, con la legge n. 12, quello che, peraltro, era sempre stato il simbolo della Sicilia: Solo che la Regione Sicilia adottò la Triscèle con la Gorgone con le spighe del periodo romano, mentre della Triscèle color carne con il “gorgoneion” e senza le spighe, che dovrebbe rappresentare il simbolo della Sicilia pre-romana e libera, già presente negli scudi dei “Geloti”, non se ne ha traccia. Chissà, forse in ossequio al sentimento di unità nazionale, voluto da Ciampi e dal nostro inno: “…che schiava di Roma, Iddio la creò!” I Geloti, antica popolazione-guerriera siciliana,(Gela - CL), usavano mettere la Gorgone al centro dello scudo, per spaventare i nemici. L’idea dell’istituzionalizzazione e ufficializzazione della bandiera siciliana, così come la conosciamo, era nata ad una studentessa della scuola elementare Nicolò Garzilli di Palermo che, durante il forum di “Cronaca in Classe” organizzato dal Giornale di Sicilia chiese, all’allora presidente dell’A.r.s (Assemblea regionale siciliana) Nicola Cristaldi, l’istituzione della stessa. “Ma issare la bandiera siciliana non significa necessariamente ammainare il Tricolore, precisa Asaro. L’ importante è che sia riconoscibile la nostra flotta e che vi sia un indirizzo preciso in tal senso”.