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Roberto GUCCIONE: "Il poliziotto artista"

Roberto Guccione racconta: "l'artista Guccione" - Quarant'uno anni - Entrato nella Polizia di Stato all'età di diciotto anni - "Sin dalla mia infanzia ho ammirato con una certa tendenza ed interesse particolare il mondo artistico..." - "...una sensazione che mi spingeva quasi con "violenza" a mettere in mano un pennello e sbizzarrirmi su una tela" - "...ricordo ancora la mia prima tela, quel pennello sbarazzino che giocava con i colori, mi lasciai trascinare da questa forza di volontà" - "...una personale di pittura nella terra della Pace, cittadina rigorosamente conosciuta come "città dell'Arte e della Cultura" e questo è un dono speciale, un dono di Dio..".

Cari Amici, colgo innanzitutto l’occasione per porgere un vivo e sentito ringraziamento a chiunque, o per passione o per tendenza artistica, o per interesse puramente casuale, si trovi a contemplare insieme al sottoscritto un mondo fantastico tutto da scoprire, nel quale ho con passione riposto tutta la mia volontà e i miei sacrifici.
Sono Roberto GUCCIONE, ho quarant’uno anni: all’età di diciotto anni sono entrato nella Polizia di Stato, assolvendo in essa gli obblighi militari di Leva; da allora ho intrapreso la carriera nella medesima, espletando il mio servizio in modo dignitoso nel rispetto dei doveri che la Repubblica ci pone innanzi a un mestiere delicato quale il nostro ed è proprio per questo che colgo l’occasione per porgere un saluto caloroso a tutti gli appartenenti ed in particolare un ringraziamento vivo d’Onore ai nostri “Caduti”. Sin dalla mia infanzia ho ammirato con una certa tendenza ed interesse particolare il mondo artistico, contemplando le opere di vari artisti locali con immensa gioia e sentivo giorno dopo giorno in me. una sensazione che mi spingeva quasi con “violenza” a mettere in mano un pennello e sbizzarrirmi su una tela! Allora provai, mi lasciai trascinare da questa sensazione incontrollata, capace di sopprimere tutte le mie paure e perplessità, il mio pessimismo iniziale, una passione quindi vera e propria che ardeva dentro di me. Mi ricordo ancora la mia prima tela, quel pennello sbarazzino che giocava con i colori, mi lasciai trascinare da questa forza di volontà, composi la tela con la disinvoltura di un artista che dipinge da chissà quanti anni, la mano scorreva sola sembrava quasi come cantasse una canzone! Da allora capii che quella sensazione forte era vera, lo capii dal sorriso dei miei familiari che hanno con cuore aperto apprezzato insieme a me la mia prima tela, hanno accesso dentro me un fuoco che bruciava alimentando la speranza che i quadri successivi riuscissero meglio. ancora meglio, sempre di più. Finalmente a distanza di tanti anni, ho ritrovato dei miei amici che non vedevo da parecchi anni, dì cui alcuni affermati artisti, che mi hanno dato la carica di continuare nel lavoro Artistico, in quanto credono nella mia semplicità e nei miei colori che emanano felicità e gioia, mi hanno convinto in una proposta di una personale di pittura nella terra della Pace, cittadina rigorosamente conosciuta come “città dell’Arte e della Cultura” e questo è un dono speciale, un dono di Dio! La passione artistica che ho maturato nel corso degli anni della mia vita, non si e’ mai limitata solo alla tela in se per se. Dalla tela, dalla pittura, ho imparato da solo a conoscere altre cose di immenso valore: la mia pittura è personalmente vista come “Medicina Sociale”. cui gli anticorpi sono i colori quelli della vita, medicina che distrugge virus come l’egoismo, l’odio, le guerre. in un’atmosfera semireale rappresentata attraverso l’armonia dei colori, le tavolozze, tutto racchiuso in un affascinante mondo di arcobaleni pieni di luce, di gioia e di speranza, una pittura in cui in ogni colpo di pennello dato alla tela è racchiuso un valore, perchè la mia arte nasce dal cuore, amo dipingere quello che sento, un valore diverso, tanti valori quante sono le pennellate che quasi come musica di speranza ivi si appongono alla tela, l’aiuto verso il prossimo, conforto ai sofferenti nel corpo e nello spirito, coloro che soffrono la fame e l’orrore delle violenza, il tutto racchiuso e trasformato in una brillante tela di luce e colori che sembra quasi lanciare un messaggio a chi la guarda e la contempla, di Pace e Serenità nel mondo.