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GLI AROMI COLORATI DI ROBERTO GUCCIONE - pag. 2 -

E' così, la Sicilia di Roberto Guccione vive, come viveva il giardino del Principe di umori e colori umidi, di sovrapposizioni e fusioni, di cromie instabili, mai ferme, mai precisamente definibili - Un pudore. tutto siciliano sembra tenerlo lontano dalla rappresentare la carne umana mentre compie i gestì dell'amore - Personaggi, situazioni, fiori, paesaggi, momenti di vita apparentemente ordinari costituiscono il suo campionario di argomenti - Lontano dalle banali e banalizzanti categorie estetiche del bello accademico, le opere di Roberto Guccione vivono, così, una loro vita autonoma.

Leggiamo il primo capitolo del Gattopardo, siamo nel palazzo del Principe di Salina, il suo giardino potrebbe stare tutto in un quadro di Roberto Guccione: lo riconosciamo immediatamente nelle parole di Tomasi di Lampedusa: ” … sul terreno rossiccio le piante crescevano in fitto disordine, i fiori spuntavano dove Dio voleva … nel fondo una flora chiazzata di lichene giallonero … ma il giardino esalava profumi untuosi, carnali … i garofanini sovrapponevano il loro odore pepato a quello protocollare delle rose ed a quello oleoso delle magnolie … il profumo della menta misto a quello infantile della gaggia ed a quello confetturiero della mortella e da oltre il muro l’agrumeto faceva straripare il sentore di alcova delle prime zagare… Ecco probabilmente il primo vero maestro di pittura di Roberto Guccione: Giuseppe Tomasi di Lampedusa; un pittore allievo d’uno scrittore! Eppure è così, la Sicilia di Roberto Guccione vive, come viveva il giardino del Principe di umori e colori umidi, di sovrapposizioni e fusioni, di cromie instabili, mai ferme, mai precisamente definibili. Fantasie personali e apparizioni fantasmatiche riempiono le tele in cui il colore compie esattamente la manovra necessaria per fuggire dalla mano dell’artista, per affrancarsi dal dominio della ragione e sprofondare in un magma che sembra voler raccontare di antichi riti orfici d’agitarsi di carni, colori, profumi. Un pudore. tutto siciliano sembra tenerlo lontano dalla rappresentare la carne umana mentre compie i gestì dell’amore. ma altrettanto sicilianamente una sensualità fortissima impregna di sé ogni azione del pennello. Quello che Cecily Brown deve rappresentare esplicitamente, anche se, apparentemente celato nell’astrazione del colore, nelle opere senza trucchi di Guccione é insito nella materia pittorica stessa, non ha bisogno di assumere forme particolari più o meno esplicite perché ne è costituente fondamentale. Lontano dal voler riferire il proprio modo espressivo a qualsìvoglia forma accademicamente accettata di mestiere, Roberto Guccione diviene artefice di una vera “bad painting” mediterranea: in lui non c’è nessun tentativo, di fare “pittura bella- per piacere ai benpensanti: la sua pittura deve raccontare e impegnato a raccontare la vita sua, della sua terra. della sua gente, non ha tempo né voglia di smarrirsi in preziosismi da buon artigiano. La sua è bella pittura. non pittura bella… I soggetti più vari vengono sciolti nel suo dipingere: le cose più disparate scorrono davanti ai nostri occhi: omaggi a grandi artisti famosi o a Padre Pio trovano lo stesso istintivo trattamento pittorico di la Polizia a cavallo, o dei riuniti nella “Festa di amici” o de “i tre pappagalli”. Qualsiasi argomento lo interessi, lo emozioni è per lui motivo d’indagine pittorica, qualsiasi argomento sembra trovare soluzione nella sua forza d’artista. Personaggi, situazioni, fiori, paesaggi, momenti di vita apparentemente ordinari costituiscono il suo campionario di argomenti: a soggetti che potremmo definire classici come i paesaggi dei monti Iblei, se ne alternano altri veramente inusuali come il “Tramonto dedicato a Marco”, il nascituro” il “Campo con erba in forma di donne” …. Questa varietà di soggetti appare chiaramente essere l’espediente che. usato agilmente dall’Artista gli permette di rapportarsi con naturalezza alla complessità dell’esistente, dandogli modo di raccontarlo imprimendogli quella forte deviazione dall’oggettivo quotidiano che ne caratterizza l’opera. Lontano dalle banali e banalizzanti categorie estetiche del bello accademico, le opere di Roberto Guccione vivono, così, una loro vita autonoma, al di fuori delle categorie del mercato ma ben dentro alla materia di cui è sono fatte le passioni umane: la materia dei immortale dell’anima.

Umberto ZAMPINI

Commenti dei lettori

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  • Elena

    24 Jan 2009 - 17:51 - #1
    0 punti
    Up Down

    è meraviglioso