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PER QUALI OBIETTIVI di Salvo Zago

Considerazioni e relazioni dell'on. Salvatore Zago - Un recente sondaggio rivela che gli italiani sono, in Europa, i più insoddisfatti della propria classe politica - Una corruzione profonda dell'idea di politica che sembra essere divenuta senso comune diffuso - L'obiettivo di questa nuova impresa editoriale è ripristinare una corretta informazione e un canale stabile e duraturo di comunicazione tra la rappresentanza e i cittadini elettori.

Per quali obiettivi si stanno battendo i rappresentanti eletti nei parlamenti nazionale e regionale (e i Sindaci e i consiglieri comunali e provinciali) della nostra provincia e della nostra regione?

Questo interrogativo, più o meno consapevolmente, sottende ai giudizi del cittadino quando si trova di fronte ai problemi sociali, economici, amministrativi che ingombrano la vita di ogni giorno. Dai trasporti alla produzione, dalle politiche dei prezzi alle misure per la sicurezza, nelle città e nelle campagne, non c’è momento in cui non ci si interroghi o non tracimi la voglia di  ”dirla tutta”, di indicare soluzioni e percorsi che a ciascuno sembrano sensati e ovvi e che, non si capisce perché, non diventano mai provvedimenti di legge o non semplifichino la macchina amministrativa.

Un recente sondaggio rivela che gli italiani sono, in Europa, i più insoddisfatti della propria classe politica e non ci vuole molto per cogliere il disincanto, la diffidenza e talvolta l’incredulità verso la politica. Tutto il capitolo delle intercettazioni in cui è coinvolto Cuffaro e altri esponenti della politica siciliana rivelano, prima ancora delle singole responsabilità penali (da verificare in sede giudiziaria), una corruzione profonda dell’idea di politica che sembra essere divenuta senso comune diffuso, non dei soli politici ma di una vasta parte della cittadinanza. Da questo disincanto nascono comportamenti regressivi: il ritorno al clan, la politica vissuta come appartenenza a un leader, lo scambio di favori.

C’è poco da sperare in questo ripiegamento e in questa sfiducia verso la politica come terreno di confronto tra scelte operative, tra interessi legittimi ed evidenti, anche come luogo di mediazione, ma di mediazione trasparente e rispettosa degli interessi di una comunità.

Eppure oggi le difficoltà dell’economia, i problemi sociali irrisolti, imporrebbero una mobilitazione di forze, di risorse materiali e di energie intellettuali, di persone in carne ed ossa, che è difficile immaginare in questo contesto.

Cosa fare e come fare?

A mio avviso, innanzitutto, serve ripristinare una corretta informazione e un canale stabile e duraturo di comunicazione tra la rappresentanza e i cittadini elettori: questo è l’obiettivo di questa nuova impresa editoriale.

Serve, però, condividere le priorità nella scala di obiettivi. Oggi non sempre ciò che appare necessario e urgente nella politica (penso alle riforme istituzionali) lo è anche per i cittadini.

Consentitemi, dunque, di darvi conto di quelle che nella mia azione parlamentare ho considerato le priorità.

C’è l’emergenza agricola, dove si impongono misure utili a una rapida trasformazione degli impianti serricoli e della filiera agroalimentare; sono necessarie risorse per il rinnovamento strutturale e tecnologico degli impianti serricoli, per abbattere i costi di produzione, per determinare il miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni attraverso una più efficace prevenzione e cura delle malattie delle piante, per aumentare il reddito delle aziende e favorire un incremento occupazionale (stimato intorno al 20 % in più). In questo senso ho presentato un apposito disegno di legge per l’innovazione tecnologica nel settore serricolo.