COMISO NEL XVIII° SECOLO

Una lenta decadenza che culminerà nel primo decennio dell'800 con la fine della contea dei Naselli - La piccola contea che, grazie all'operositá e industriosità dei comisani, si inserisce nei grandi circuiti commerciali e produttivi del regno -&#nbsp; Il conte, sfruttando l'acqua dell'Ippari si assicura il monopolio di un'industria sconosciuta nell'isola - Nella cartiera per la prima volta trovano occupazione maschi e femmine che nello stesso ambiente di lavoro portano a termine l'intero cielo produttivo ricevendo un salario a giornata - Nel 1758 i due fittavoli ottengono il mero e misto imperio dal conte acuendo le angherie per il popolo.

Il settecento comisano si può definire un secolo in chiaroscuro. La prima metà è caratterizzata dalla politica illuminata di Baldassare V° che trasforma la sua contea dal punto di vista economico-politico, mentre nella seconda metà inizia una lenta decadenza che culminerà nel primo decennio dell’800 con la fine della contea dei Naselli contestualmente all’abolizione della feudalità in Europa. La prima metà dei secolo trasforma la piccola contea che, grazie all’operositá e industriosità dei comisani, si inserisce nei grandi circuiti commerciali e produttivi del regno. Tra il 1710 ed il 1730 nasce il primo insediamento industriale che non solo produce ricadute economiche nell’indotto ma modifica sensibilmente il territorio destinato ad ospitarlo. Il conte, sfruttando l’acqua dell’Ippari si assicura il monopolio di un’industria sconosciuta nell’isola e dà un lavoro duraturo ai suoi vassalli. Sebbene l’impianto della cartiera fosse tipico di una società d’ancièn regime con gli ordini diretti del sovrano, nella cartiera per la prima volta trovano occupazione maschi e femmine che nello stesso ambiente di lavoro portano a termine l’intero cielo produttivo ricevendo un salario a giornata. La materia prima usata, gli stracci, fa nascere un ceto sociale nuovo, i “vetturali” il cui compito è quello di reperire gli stracci nella Val di Noto ed in tutta l’isola. Oltre la cartiera il conte introduce l’uso del sapone duro, la cui produzione nel giro di pochi anni è conosciuta in buona parte della Sicilia. Nella seconda metà del secolo l’alluvione del 1745 (con parecchi morti), le varie carestie (’46, ‘63, ‘84, ‘93) e la permanenza a corte di Baldassare prima e del suo successore Luigi 111 poi, sono le prime cause della lenta decadenza dei Naselli acuita dalla cattiva gestione dei due fittavoli, il barone Occhipinti ed il canonico Cocuzzella che cominciano ad inasprire nel loro interesse tutti i canoni terrieri fino a costringere molti coltivatori ad abbandonare i loro campi. Nel 1758 i due fittavoli ottengono il mero e misto imperio dal conte acuendo le angherie per il popolo. A completare il quadro si aggiungono le continue richieste di donativi e di uomini per finanziare ed affrontare le guerre dei sovrano.

Si ringrazia il sito Comiso e Comisani per le foto:

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