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Agrigento: La più bella città dei mortali

Definita da Pindaro “La più bella fra le città dei mortali” subì la tirannide di Terone che ne estese il dominio fino alle coste settentrionali della Sicilia - Il periodo più esaltante della storia della città è quello greco, testimoniato da sopravvivenze uniche come quelle della Valle dei Templi - I Romani insediatisi stabilmente a partire dal 210 a.C. la ribattezzano "Agrigentum" e danno nuovo impulso all´agricoltura e al commercio - L´occupazione araba (829 d.C.) quando il nome della città muta in quello di Karkint, Grigentum, Gergentum, Girgenti - Dalla rupe Atenea lo spettacolo dei templi, con il mare sullo sfondo, è uno dei più suggestivi dell'isola.

La città di AgrigentoLa città millenaria di Agrigento (C.A.P. 92100) è capoluogo di provincia della Sicilia, è sede vescovile, è situata 230 metri sopra il livello del mare, ha circa 56.000 abitanti e ha una superficie di 24.457 ettari per una densità abitativa di 228 abitanti per chilometro quadrato. Il municipio è sito in via Luigi  Pirandello n. 1, tel. 0922 20105. Agrigento sorge in una zona collinare litoranea. La città dista 72 Km. da Caltanissetta, 199 Km. da Catania, 107 Km. da Enna, 295 Km. da Messina, 139 Km. da Palermo, 136 Km. da Ragusa, 217 Km. da Siracusa, 182 Km. da Trapani. Agrigento, terra del Mandorlo in Fiore, è una delle più caratteristiche cittadine agricole della Sicilia proprio per la mescolanza di splendidi mandorleti fioriti in primavera e vaste aree adibite a colture cerearicole nel periodo estivo. Non mancano le coltivazioni di vasti agrumeti ed oliveti che spiccano in tutta la produzione locale e sono alla base dell’economia isolana.  Definita da Pindaro “La più bella fra le città dei mortali”, è la città di Luigi Pirandello e di tanti altri personaggi storici. Uno splendido mare la divide dall’Africa..

Le origini e la Storia: Il territorio di Agrigento è abitato fin dalla preistoria, come attestano i ritrovamenti della stazione eneolitica di Serraferlicchio. I primi segni della presenza greca risalgono al VII secolo a.C., anche se solo nel 581 a.C. i gelesi, insieme a un gruppo di greci della madrepatria, fondano “Akragas”, che fu una delle ultime colonie greche della Sicilia, collocandola a metà strada fra Gela e Selinunte, a controllo della costa rivolta all´Africa. A 100 anni dalla fondazione, Aragas conta circa 200 mila abitanti, fra cui molti illustri uomini di pensiero, d´arte e di scienza (basta ricordare Empedocle), e vede l´edificazione quasi contemporanea degli splendidi templi sulla collina meridionale. Subì la tirannide di Terone che ne estese il dominio fino alle coste settentrionali della Sicilia. La potenza acquistata da Agrigento in questo periodo, le permise di reggere lo scontro con Cartagine che uscì sconfitta nella battaglia del 480 a.C. Il periodo più esaltante della storia della città è quello greco, testimoniato da sopravvivenze uniche come quelle della Valle dei Templi. Soltanto nel IV sec. a. C., una nuova guerra contro Cartagine e il tradimento di alcune truppe mercenarie, ridussero la città alla rovina. Sotto le insegne capitoline Agrigentum riprese floridezza: penetra il cristianesimo, testimoniato da alcune iscrizioni lapidarie. I Romani insediatisi stabilmente a partire dal 210 a.C., la ribattezzano “Agrigentum” e danno nuovo impulso all´agricoltura e al commercio, gettando le basi dell’ importante centro di scambi che sarebbe divenuta. Verso la fine del VII secolo gli abitanti abbandonano le residenze a valle per trasferirsi sulla collina dell´acropoli, in un processo migratorio di massa di cui ancora non è dato fornire una spiegazione pienamente attendibile. Questo periodo di calma operosa decade sotto i bizantini e rifiorisce dopo l´occupazione araba (829 d.C.), quando il nome della città muta in quello di Karkint, Grigentum, Gergentum, Girgenti: quest’ultimo si è conservato sino al 1927, anno in cui venne introdotto l´attuale toponimo Tale insediamento costituisce il nucleo di partenza per l´edificazione della città araba, già dal IX secolo proclama capitale dei berberi di Sicilia col nome di “Gergenti”. Dopo gli arabi seguì la dominazione normanna. L’ XI secolo vede, con l´arrivo dei normanni, che non ostacolarono, anzi favoriscono gli scambi commerciali col Nord Africa, la riaffermazione del ruolo di Girgenti all’interno della Sicilia e nel controllo del braccio di mare fra questa e l´Africa. Soltanto nel XIV sec. questa città divenne un centro prospero nei commerci e uno degli scali più frequentati della costa. Polo artistico nel settecento, secolo della fondazione della Biblioteca Lucchesiana. La conseguente crescita del borgo viene arrestata dallo spopolamento causato dalla fondazione di numerosi centri agricoli nell´entroterra, avviata nel XV secolo sino al XVIII. Agrigento conobbe una nuova decadenza sotto il dominio borbonico. Da questo momento le vicissitudini di Agrigento si intrecciano con quelle del Regno di Sicilia ed in particolare con le sorti di Palermo (alla guerra del “Vespro” gli agrigentini parteciparono schierandosi dalla parte degli insorti contro i francesi). Nel ´900 la città è profondamente cambiata: il caotico sviluppo edilizio ha minacciato l´integrità delle zone archeologiche causando anche la rovinosa frana del 1966. Dei nove capoluoghi di provincia della Sicilia, tre si trovano nell’interno e si reggono esclusivamente sull´agricoltura, cinque sono sulla costa e mantengono con gli altri porti del Mediterraneo proficui scambi commerciali; soltanto Agrigento non presenta un preciso carattere agricolo o marittimo. Dalla rupe Atenea lo spettacolo dei templi, con il mare sullo sfondo, è uno dei più suggestivi dell’isola; in questo scenario, unico al mondo e arricchito dalla precoce fioritura dei mandorli nella valle, si svolge nella prima decade.