Tempio della Concordia: E’ uno dei templi meglio conservati dell’antichità e questo permette di apprezzare appieno la sua
eleganza e imponenza. Il fatto che sia giunto integro fino a noi è da attribuire alla sua trasformazione in chiesa nel VI sec. della quale si possono ancora intravedere, all’interno del colonnato, le arcate praticate nell’originario muro della cella del tempio classico. E’ stato costruito, si suppone, intorno all’anno 430 a.C., ma non si sa a chi fosse dedicato. Il nome Concordia deriva da un’iscrizione latina trovata nelle vicinanze. Il tempio presenta il procedimento di “correzione ottica”: le colonne sono rastremate (si assottigliano cioè verso l’alto in modo da sembrare più alte) e presentano l’entasi (un piccolo rigonfiamento a circa 2/3 dell’altezza che elimina l’effetto ottico di assottigliamento), ma sono anche leggermente inclinate verso il centro del lato frontale. Questo permette all’osservatore che si trovi ad una certa distanza dal tempio di cogliere un’immagine perfettamente diritta. Il fregio presenta l’alternanza classica di triglifi e metope, non ornate da bassorilievi. Nemmeno il frontone era decorato.
Antiquarium di Agrigento Paleocristiana (Casa Pace): Ripercorre una parte della vita della città attraverso interessanti pannelli esplicativi ed alcuni reperti. In particolare è illustrata la storia della trasformazione del Tempio della Concordia in basilica.
Antiquarium lconografico della Collina del Templi (Casa Barbadoro): In un rustico ristrutturato sono raccolte belle immagini della Valle dei Templi nei disegni e nelle incisioni dei viaggiatori e degli studiosi del passato.
Tempio di Hera Lacinia (Giunone): Si trova sull’estremità della collina ed è tradizionalmente attribuito alla dea protettrice del
matrimonio e del parto. L’appellativo Lacinia deriva da un’associazione impropria con il santuario che sorge nei pressi di Crotone, sul Promontorio Lacinio. Il tempio di Hera Lacinia (Giunone) conserva il colonnato (anche se non in perfette condizioni), parzialmente risollevato neI ‘900. All’interno si distinguono le colonne del pronao e dell’opistodomo ed il muro della cella. Costruito intorno alla metà del V sec. a.C., è stato incendiato dai Cartaginesi nel 406 a.C. (si possono ancora notare delle tracce di bruciato sulle pareti della cella). Ad oriente si conserva l’altare del tempio, mentre alle spalle dell’edificio (di fianco alle scale) c’è una cisterna. All ‘uscita della città, si trovano la tomba di Terone e il Tempio di Asciepio.
Tomba di Terone: Visibile anche dalla strada di Caltagirone. Il monumento, erroneamente creduto il sepolcro d
el tiranno, risale in realtà all’epoca della dominazione romana e sarebbe stato eretto in onore dei soldati caduti durante la seconda guerra punica. In tufo, è di forma leggermente piramidale ed era probabilmente coronato da un tetto a punta, il basamento, molto alto, sostiene un secondo ordine ornato di false porte e, agli spigoli, di colonne ioniche.
Tempio di Asciepio (Esculapio): Poco oltre la tomba di Terone, sulla strada per Caltanissetta. Pannello indicatore poco visibile, sulla destra. I resti di questo tempio del V sec. a.C. sorgono in mezzo alla campagna. Era dedicato ad Asciepio, dio della medicina figlio di Apollo del quale sembra vi fosse custodita una bellissima statua, opera di Mirone.

Effimero









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