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Morgantina città sacra a Demetra e Kore

La Polis di Morgantina ripropone il problema del complesso carattere religioso, civile e politico della Polis greca - fondata da coloni calcidesi provenienti da Katàne (Catania), nella prima metà del VI secolo a.C. - Sarà nel IV secolo a.C. e più precisamente con la generale rifioritura delle città greche siceliote, promossa da Timoleonte al suo arrivo in Sicilia nel 344 a.C., che Morgantina conoscerà il suo periodo di massimo splendoreMorgantina ribellatasi ai romani fu duramente punita dopo la sconfitta di questi del 34 a.C. e gradualmente spopolata, tanto che, intorno al 20 a.C.

I resti di un’antica città greca siceliota, sita in Contrada Serra Orlando a 4 Km di distanza da Aidone, sono stati identificati come appartenenti alla città di Morgantina, fondata da coloni calcidesi provenienti da Katàne (Catania), nella prima metà del VI secolo a.C. La città, della quale parlano numerose fonti antiche, tra le più attendibili ed autorevoli quelle di Tucidide e Diodoro Siculo, conobbe una serie di alterne vicende, che videro, al momento della sua fondazione, lo stabilirsi dell’acropoli in cima alla collina conica denominata ancora oggi Cittadella, l’estendersi della Polis ai piedi di essa per tutto il resto del VI secolo e la prima metà del V, con la convivenza pacifica di coloni greci e di indigeni siculi ed infine, la sistemazione definitiva dell’abitato in Contrada Serra Orlando nei secoli seguenti. Nel 459 a.C. sappiamo che Morgantina fu distrutta e devastata dai siculi coinvolti nell’insurrezione dell’elemento indigeno contro i greci, guidato dal capo siculo Ducezio. Dopo questa prima distruzione, la città non si riprese, trovatasi nell’orbita politica di Siracusa, non raggiunse la prosperità di cui godeva prima. Sarà nel IV secolo a.C. e più precisamente con la generale rifioritura delle città greche siceliote, promossa da Timoleonte al suo arrivo in Sicilia nel 344 a.C., che Morgantina conoscerà il suo periodo di massimo splendore. Risale a questo periodo la sistemazione architettonica e topografica dell’”agorà” con la felice soluzione della gradinata trapezoidale, che, in questo modo, permise agli abitanti di superare e di sfruttare vantaggiosamente, il dislivello naturale del suolo, creando “l’agorà alta” e “l’agorà bassa”. Essa però non fu portata a termine ed ai suoi piedi si osservano i resti di un podio dal quale parlava l’oratore. Sembra quindi che la sua destinazione avesse un carattere pubblico, un originale “ekklesiastérion” sulle cui gradinate i cittadini discutevano e deliberavano sugli affari politici ed economici della Polis. Al periodo della ricostruzione timoleontea risale anche il santuario di Demetra e Kore con elementi ed ambienti interessanti dal punto di vista religioso. Trascorso il periodo timoleonteo, Morgantina crebbe e prosperò ancora per quasi tutto il III secolo a.C. con Agatocle prima e Gerone II dopo, potenti tiranni di Siracusa. All’età di Agatocle risale il teatro, della prima metà del III secolo a.C. ai piedi della collina, ad Ovest dell’agorà con una dedica a Dioniso iscritta su uno dei sedili e molte case ellenistiche fra le quali la casa di Ganimede, importante per la storia del mosaico in età ellenistica. Ricordiamo inoltre il ginnasio, la fontana monumentale, la stoà con il grande magazzino per il grano, risalenti al III secolo a.C. sotto Gerone II. Schieratasi contro i romani, alla fine della prima guerra punica, dopo l’assedio e la distruzione di Siracusa nel 212 a.C., Morgantina fu espugnata e saccheggiata. I romani v’insediarono una guarnigione di mercenari ispanici al comando dell’ispanico Moericus. La città divenne così “oppidum”, fu un centro commerciale per la produzione ed il commercio del grano ed un rilevante nodo di comunicazione. Al periodo romano, nel corso del II secolo a.C., risale il macellum costruito al centro dell’agorà, svuotata ormai del suo significato politico, religioso e civile e la fornace per la costruzione dei mattoni, risalente agli inizi del I secolo a.C. Morgantina non riebbe mai più una vita autonoma, ribellatasi ai romani, forse al fianco di S. Pompeo contro Augusto, fu duramente punita dopo la sconfitta di questi del 34 a.C. e gradualmente spopolata, tanto che, intorno al 20 a.C., Strabone parlerà di Morgantina come di una delle più antiche città greche della Sicilia ormai al suo tempo scomparsa.