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Vespri siciliani

Tutto ebbe inizio all'ora del vespro del 31 marzo 1282, lunedi di Pasqua, sul sagrato della Chiesa del Santo Spirito, a Palermo - La città di Palermo si proclamò indipendente e ben presto, la rivolta si estese a tutta la Sicilia - Famoso simbolo di quella lotta divenne il termine Antudo! - Il 3 aprile 1282 veniva adottata la bandiera giallo-rossa, con al centro la Trinacria e che diverrà il vessillo di Sicilia

Tutto ebbe inizio all’ora del vespro del 31 marzo 1282, lunedi di Pasqua, sul sagrato della Chiesa del Santo Spirito, a Palermo. A generare l’episodio fu, secondo la ricostruzione storica, la reazione al gesto di un soldato dell’esercito francese che si era rivolto in maniera irriguardosa ad una giovane nobildonna accompagnata dal consorte con la scusa di ricercarle armi nascoste sotto le vesti. La reazione dello sposo, a difesa della nobildonna, fu appunto la scintilla che dette inizio alla rivolta Una ricostruzione più tradizionalmente popolana e popolare narra che un soldato francese chiamato Droetto violentò una giovane. La madre terrorizzata per quanto accaduto alla figlia corse per le strade, urlando “Ma - ffia, Ma - ffia!” ovvero “mia figlia, mia figlia”. Il grido della madre fu ripetuto da altri, e da Palermo il termine si diffuse in tutta la Sicilia, così come l’insurrezione che dilagò immediatamente in tutta l’isola. Il termine mafia che diventò così parola d’ordine del movimento di resistenza, ebbe quindi genesi dalla nobile lotta dei siciliani. Fu adottato come sigla per Morte Alla Francia Italia Anela. Fu durante i Vespri, quindi, che venne per la prima volta usata la parola mafia. Questo, naturalmente, agli occhi e alle menti dei siciliani onesti, non nobilita affatto la parola e ciò che ha rappresentato e rappresenta in sicilia e nel mondo. Nel corso della serata e della notte che ne seguì i palermitani si abbandonarono ad una vera e propria “caccia ai francesi”, presto trasformatasi in una autentica carneficina.

Quadro Storico:
Dopo la sconfitta di Manfredi a Benevento il 26 febbraio 1266 e la decapitazione di Corradino a Napoli 29 ottobre 1268 il Regno di Sicilia era stato definitivamente assegnato a Carlo I d’Angiò. Il Papa Clemente IV , che già aveva incoronato Re di Sicilia Carlo nel 1263, sperava così di poter imprimere ulteriormente la propria influenza sul Regno dell’Italia meridionale, senza subire gli odiati veti che furono imposti dagli svevi. Tuttavia il Papa si renderà conto molto presto che in realtà gli angioini non manterranno le promesse, perseguiranno una politica espansionistica e non saranno delfini del Pontefice. Conquistato il Meridione d’Italia, Carlo pensava già a Costantinopoli. (continua….)