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Vespri siciliani - 3

Tutto ebbe inizio all'ora del vespro del 31 marzo 1282, lunedi di Pasqua, sul sagrato della Chiesa del Santo Spirito, a Palermo - La città di Palermo si proclamò indipendente e ben presto, la rivolta si estese a tutta la Sicilia - Famoso simbolo di quella lotta divenne il termine Antudo! - Il 3 aprile 1282 veniva adottata la bandiera giallo-rossa, con al centro la Trinacria e che diverrà il vessillo di Sicilia

Gli organizzatori:

La rivoluzione del Vespro, fu possibile perchè vi furono alcuni uomini forti che organizzarono la rivolta in segreto. Fra essi si devono mensionare: Giovanni da Procida, della famosa scuola medica Salernitana, voluta da Federico II; Alaimo di Lentini e Gualtiero di Caltagirone.

La Pace di Caltabellotta:


La pace di Caltabellotta fu un accordo di pace firmato il 31 agosto 1302 nel castello della cittadina siciliana di Caltabellotta (AG) fra Carlo di Valois, come capitano generale di Carlo II d’Angiò e Federico III d’Aragona, che concluse di fatto la prima fase dei Vespri siciliani e delle guerre tra Aragonesi di Sicilia ed Angioini per il possesso dell’Italia meridionale. Secondo alcuni al raggiungimento dell’accordo partecipò anche il papa Bonifacio VIII, ma storicamente questa tesi fu confutata, anzi politicamente lo stesso Papa non aveva alcun interesse a che fosse stipulata la pace. L’accordo limitava il regno degli Angioini al meridione continentale d’Italia e stabiliva che Federico III d’Aragona continuasse a regnare in Sicilia (con il titolo di Re di Trinacria e non di Sicilia) e nelle isole adiacenti come re indipendente e assoluto, ma stabiliva anche il ritorno della Sicilia sotto la dominazione degli angioini dopo la morte di Federico III. Tale evento, però, non si verificò mai: furono, invece, gli aragonesi che alla metà del XV secolo conquistarono anche il Regno di Napoli, con Alfonso V D’Aragona, detto il magnanimo, che alla fine del 1442 strappò la corona a Renato d’Angiò, ultimo dei Re angioini. Il titolo di Re di Sicilia spettava ancora agli angioini, e la terminologia adottata per indicare il regno nella parte continentale fu infatti quella di “Regno di Sicilia al di qua dal faro”. Nonostante ciò con la pace di Caltabellotta, nasceva de facto il Regno di Napoli. Tale trattato di pace sanciva, tra l’altro, che Federico sposasse Eleonora, sorella del duca di Calabria Roberto d’Angiò e figlia di Carlo II. La pace di Caltabellotta durò fino a quando Federico rivendicò il titolo di Re per il figlio Pietro. Seguiranno altri anni di guerra visto che Roberto cercherà di riprendere possesso dell’isola nel 1314, impresa infruttuosa per l’angioino.

Antudo e l’adozione della bandiera:

Famoso simbolo di quella lotta divenne il termine Antudo!, una parola d’ordine usata dagli esponenti della rivolta. Il termine Antudo sarà spiegato dallo studioso Santi Correnti nel XX secolo come incitamento: “ANimus TUus DOminus” e cioè il coraggio è il tuo signore (non i Francesi)!. Il 3 aprile 1282 veniva adottata la bandiera giallo-rossa, con al centro la Trinacria e che diverrà il vessillo di Sicilia. La bandiera venne formata dal giallo di Palermo e dal rosso di Corleone a seguito di un atto di confederazione stipulato da 29 rappresentanti delle due città. Antudo fu scritto anche anche nel vessillo.

Pietro II e la ripresa della guerra:


Federico cercò di eludere il trattato di pace di Caltabellotta assegnando la corona di Re al figlio Pietro, evitando così di far ereditare la corona come prevedeva l’accordo. Pietro regnò così a partire dal 1321, ben quindici anni prima della morte di Federico (1336), ma ciò non servì ad evitare la reazione angioina e la ripresa della guerra.

La fine della guerra dei novant’anni:


Alla morte di Pietro (1342) succedeva il figlio Ludovico di Sicilia sotto tutela di Giovanni d’Aragona, perchè di soli cinque anni. Fu probabilmente grazie alla diplomazia di Giovanni d’Aragona che si raggiunse un accordo di pace, fra Giovanna d’Angiò e Federico il Semplice, con l’assenso di Papa Gregorio XI. Era il 1372, la guerra fra Sicilia e Napoli si chiudeva dopo ben novanta anni.

(continua….)