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80 anni di emigrazione siciliana: 1870 al 1950

La Sicilia è venuta per ultima la sua emigrazione è data a partire dal 1900 - Prima di questa emigrazione ci fu quella verso la Tunisia -&#nbsp; L'emigrazione transoceanica dall'isola cominciò verso il 1885 e nella quasi totalità si rivolgeva agli Stati Uniti - I vantaggi&#nbsp; e le "rimesse" degli emigranti e il ritorno dei cosi detti "americani"

 
Nel deposito bagagli di Ellis Island - foto di Lewis Hine 1905Nel grande fenomeno dell’emigrazione, che tanta parte ha avuto nella trasformazione sociale, economica e morale dell’Italia durante gli ultimi 80 anni, la Sicilia è venuta per ultima. La sua emigrazione infatti si è svolta soltanto dopo il 1900, ma divenne ben presto intensa, superando in breve fasi di sviluppo che altrove richiesero molto più tempo. Tuttavia, assai prima di questa emigrazione, si era svolta quella verso la Tunisia (nel 1870 il 94 % dell’emigrazione siciliana), di cui l’isola può essere orgogliosa. Questa emigrazione prese le mosse specialmente dalla parte Ovest e Sud, essa fu incoraggiata da tradizionali istituti giuridici arabi, che rendevano facile il graduale acquisto del suolo, e formò nel vicino paese africano un’imponente colonia di proprietari coltivatori, che rese fiorenti con tenace lavoro terre da sempre trascurate. Su circa 100.000 persone della colonia italiana in Tunisia 4/5 erano di origine siciliana. L’emigrazione transoceanica dall’isola cominciò a prevalere verso il 1885 raggiungendo poi un numero molto elevato di individui nel nostro secolo: nel 1900 si contarono 28.838 emigranti, 106.208 nel 1905, ben 127.603 nel 1906. Conobbe in seguito un piccolo calo, sempre rimanendo però intensa e toccando il massimo nel 1913 con 146.061 individui; dopo la prima guerra mondiale riprese con 108.718 partenti nel 1920, successivamente si scese a cifre modeste, per cause generali, interne o internazionali, e con un bilanciamento tra il numero degli espatriati e quello dei ritornati, mentre fino al 1914 il numero dei rimpatriati era assai limitato. L’emigrazione siciliana, nella quasi totalità, si rivolgeva agli Stati Uniti (nel 1920 ben l’87 %), dove com’è noto, i nuclei di siciliani sono importanti e hanno dato alla nuova patria anche personalità eminenti. Nella ripresa dopo la seconda guerra mondiale,la Sicilia si è collocata al secondo posto tra le regioni italiane, per numero di emigranti, seguendo da vicino la Calabria. Nel triennio 1946-48 gli emigranti siciliani per paesi transoceanici furono circa 21.000, cifra poi quasi raggiunta nel 1950. L’influenza del movimento emigratorio in Sicilia è stata indubbiamente rilevante. Durante alcuni anni in cui l’esodo fu più forte, parecchi Comuni ebbero una diminuzione di popolazione; in qualche luogo si presentò la scarsità di mano d’opera agricola, provocando il rialzo delle merci, e si ebbero anche momentanei diminuzioni delle colture. D’altra parte si ebbero i vantaggi delle “rimesse” degli emigranti e dal ritorno dei cosi detti “americani”, i quali divennero proprietari terrieri, introducendo un miglioramento se pur lieve nel tenore di vita delle classi rurali.

Fonte: Grifasi-sicilia