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...sulle dimissioni del Sindaco di Ragusa.

Probabilmente dovremo riflettere sulla sovraesposizione dei sindaci all’interno di un sistema in cui mancano ancora gli equilibri istituzionali, un sistema di pesi e contrappesi - Abbiamo il dovere di offrire una proposta di governo capace e durevole con la quale chiedere un’altra chance per il governo della città (Laura Incremona)

Assemblea  Regionale Siciliana
GRUPPO DEI DEMOCRATICI DI SINISTRA
                On. Salvatore Zago
 

 
 
Sulle dimissioni del Sindaco di Ragusa

 
La fine traumatica della giunta Solarino a Ragusa provoca certamente rammarico e amarezza, ma non possiamo affidare alla sola amarezza la valutazione dell’episodio e delle iniziative da intraprendere, né ripiegarci in eventuali quanto inutili recriminazioni.
 

Innanzitutto dobbiamo avere il massimo rispetto per il travaglio politico di tutti i protagonisti della vicenda, compreso il sindaco Solarino che rimane un uomo e una risorsa del centrosinistra. Probabilmente dovremo riflettere sulla sovraesposizione dei sindaci all’interno di un sistema in cui mancano          (on. Salvo Zago) ancora gli equilibri istituzionali, un sistema di pesi e contrappesi che la riforma pur valida che ha introdotto l’elezione diretta del sindaco non ha saputo ancora individuare e introdurre, sbilanciando piuttosto, forse eccessivamente poteri e funzioni a favore dei primi cittadini e mutilando, quasi del tutto, Giunte e, soprattutto, Consigli comunali.

Ciò detto, il primo dato politico che si evidenzia è che tutte le forze politiche del centrosinistra ragusano, movimenti, associazioni, abbiano ritenuto opportuno restituire agli elettori la valutazione di ciò che è più utile alla città. Ciò vuol dire che non è in discussione l’unità di quella classe dirigente del centrosinistra che nel 2003 rese possibile la conquista del Comune facendo gridare al miracolo in considerazione dei rapporti di forza tra centro-destra e centro-sinistra nella città di Ragusa (e sarebbe ben strano e poco credibile che, improvvisamente, nel 2005 qualcuno la potesse considerare disunita e disorientata o inadeguata). Questa sostanziale unità è un bene da cui ripartire per andare oltre e, in un quadro di maggiore consapevolezza, individuare una squadra di governo più solida e duratura, capace di fare tesoro di questo epilogo negativo.

Sono stati privilegiati, dunque, gli interessi della città, anche al di sopra delle esigenze di schieramento e le convenienze di partito, e questo va a merito di chi, come per esempio il sen. Gianni Battaglia, condividendo le scelte locali ha messo in secondo piano i rapporti col gruppo dirigente nazionale, compiendo la scelta che gli è sembrata più giusta anche se non la più, per lui, “conveniente”.

Non credo che questo possa essere un problema, del resto può capitare che esigenze che si valutano in un certo modo sul piano nazionale, lette da un osservatorio locale, possano portare a scelte diverse. Nessuno strappo, quindi: giusta e legittima la posizione dei vertici nazionali, altrettanto quella assunta in sede locale. E, per favore finiamola di invocare Fassino a sproposito: se conoscesse più direttamente certi comportamenti di noi dirigenti diessini locali, valuterebbe certamente negativamente taluni atteggiamenti molto spesso inspiegabili.

Non è, quindi, in discussione lo spirito unitario, né dentro i DS né con la Margherita o le altre forze del centrosinistra: c’è uno sforzo di merito per dare solidità alla svolta per il cambiamento in questa nostra realtà. Noi non dobbiamo dimenticare infatti che questa svolta fu costruita sulle macerie di un centrodestra che si dimostrò incapace e inaffidabile per governare la città in una fase di profonda trasformazione del nostro territorio e della società iblea e che è bene non fare tornare al governo. E che in queste ore con infantilismo esulta trascurando che non sarà certamente questa vicenda a riabilitarlo agli occhi dei ragusani che lo hanno visto fallire non solo a Ragusa – senza quel fallimento non ci sarebbe stata la vittoria del centro-sinistra nel 2003 – ma in tutti i posti dove è stato ed è, ancora oggi, al governo, a Roma come a Palermo. E’ anche per questo, allora, che ai cittadini abbiamo il dovere di offrire una proposta di governo capace e durevole con la quale chiedere un’altra chance per il governo della città.

Comiso: 19 novembre 2005

on. Savatore Zago