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Suoni la tromba...

  Suoni la tromba e intrepido io pugnerò da forte: bello è affrontar la morte gridando libertà. Amor di patria impavido mieta i sanguigni allori, poi terga i bei sudori e i pianti la pietà.[...]


 
Suoni la tromba e intrepido io pugnerò da forte: bello è affrontar la morte gridando libertà. Amor di patria impavido mieta i sanguigni allori, poi terga i bei sudori e i pianti la pietà. All’armi! Sia voce di terror Patria, vittoria e onor!

Ho chiesto a circa un centinaio di persone se sapevano di cosa si trattasse. Ad alcuni ho anche fatto sentire tutto il brano musicale, ma niente. Quando ho rivelato di cosa stavano esattamente parlando, ho visto un’espressione stupita, perplessa e quasi incredula alla notizia che anche in Sicilia, esiste un inno. Tanto per informare chi non lo sapesse, si tratta di un brano tratto dall’opera ” I PURITANI” del catanese Vincenzo Bellini, ed è l’inno ufficiale della Sicilia. Ma il problema non sta certo nel fatto che non tutti sanno che esiste un inno siciliano, quanto nel perchè non si sappia. Vedete, io mi convinco sempre più che la Sicilia sia da sempre una grande terra, abitata da gente grande. Ed è per questo che la Sicilia fa paura. “…lasciate che i Siciliani dormano…” diceva incautamente il Gattopardo. Incautamente per noi, opportunamente per il nord Italia che di quel proclama ne ha fatto un credo religioso! E sono ancora più convinta che da sempre esiste una sorta di scudo protettivo anti siculo. La prova? cominciamo da un tempo relativamente recente e parliamo di Camillo Benso di Cavour. Basta sfogliare un qualunque libro di scuola per leggere che era stato un ministro al commercio ed artigianato, pluridecorato, che si adoperò per lo sviluppo e l’incremento economico del piemonte, per l’espansione delle attività produttive piemontesi, attraverso le cosiddette “infrastrutture”, cioè strade e ferrovie. Non ci vuole una laurea per ricordarsi che da circa tre secoli aspettiamo ancora in Sicilia, una rete infrastrutturale che consenta e ci consenta di “camminare ” nella nostra terra, in maniera dignitosa. Anzi, voglio sottolineare che, non avendo neanche i muli, ci vogliono dare i capestri. Non abbiamo strade, ma ci costruiscono i ponti. Torniamo al nostro grande tessitore d’ Italia, il signor Cavour. Senz’ altro uomo illuminato, ispirato da grandi valori unitari, sicuramente molto più apprezzabili di quelli leghisti, si è adoperato per tentare di unificare l’ Italia. Politicamente. Ma le tracce di Cavour in Sicilia, dove sono se non in qualche strada intestata a lui? Insomma, lascio a voi il piacere della ricerca.

(continua….)
 

 

Il commento di Francesco Paolo Catania: 
“Il Banco di Sicilia nella bufera informatica”
L’Altra Sicilia denuncia la situazione di caos determinata dalla procedura di accentramento del sistema informativo in capo a “Capitalia” nelle procedure ordinarie del Banco di Sicilia….     (leggi tutto il commento….) 

 

Il commento di Francesco Paolo Catania 2:

LA TRUFFA DI RIESI (CL)

L’Altra Sicilia esprime tutta la propria solidarietà al Popolo di Riesi, ancora una volta truffato, ma, peggio, ingannato sulla possibilità della creazione di un vero sviluppo economico nel suo territorio…..   (leggi tutto il commento…..)

 

Il Commento di Davide E. Provenza

….sull’inno siciliano…

Ho letto l’articolo sull’inno siciliano… da altre fonti ho potuto apprendere che nel 2003 la regione siciliana ha istituito, tramite concorso, un inno siciliano che non è il suoni la tromba tratto dalla sonnambula di Bellini ma un nuovo inno, appena confezionato. si tratta di “Madreterra” di Vincenzo Spampinato  (Davide E. Provenza) - maxi_d78@hotmail.com      (clicca e leggi la risposta della Guida al commento)