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Suoni la tromba... 1

Andiamo avanti. La mafia. Argomento sicuramente scottante se fosse trattato come un fenomeno negativo da affrontare e risolvere. Invece no. La mafia è stata ed è tutt’ora, una cosa che viene usata[...]

Andiamo avanti. La mafia. Argomento sicuramente scottante se fosse trattato come un fenomeno negativo da affrontare e risolvere. Invece no. La mafia è stata ed è tutt’ora, una cosa che viene usata anche per gettare discredito sulla Sicilia ed i Siciliani, per dire che la nostra terra non è sicura, per inibire il turismo, per giustificare tutto ciò che i governi nazionali non hanno mai voluto fare per la Sicilia, proprio in virtù di quello scudo protettivo anti siculo. Noi Siciliani siamo considerati da sempre gente da conquistare e saccheggiare. E perchè dovrebbero dirci che abbiamo un inno? E perchè dovrebbero spiegarci veramente cosa vuol dire Regione a statuto autonomo? Perchè dovrebbero metterci in condizione di nascere, vivere, studiare, lavorare e morire nella nostra terra? Clicca immagine x ingrandire E’ meglio che ci facciano disperdere, che ci indeboliscano facendoci vivere in luoghi dove a stento siamo tollerati. E’ meglio che ci facciano studiare nelle mega università del nord, così poi, ci fanno lavorare fuori dalla Sicilia, così possono utilizzare al nord le potenzialità notevolmente positive dei numerosi cervelli Siciliani. Ed è ancora meglio lasciare che la nostra sanità sia equiparabile ai lazzareti manzoniani, così magari, dobbiamo ricorrere ai privati che, in molti casi, sono illustri professoroni del nord Italia. Insomma tutto pur di non lasciare alla Sicilia la sua ridondante e fulgida grandezza. E come se non bastasse il danno, dobbiamo anche sopportare la beffa di qualche politico moderno, che si riempie la bocca di parole quali Autonomia, dove l’unica autonomia che non si può nascondere è quella di scegliere spudoratamente di andare un giorno a destra della politica, ed il giorno successivo a sinistra, se c’è una maggiore convenienza. Questa è l’unica autonomia che ci è concessa. Credo anche un’altra cosa: dovremmo smetterla di aspettare permessi e concessioni da classi politiche che non sanno neanche da che parte sia la Sicilia, da 61 deputati che, partiti da Palermo e arrivati a Roma, ci hanno rinnegato ed obliati. E’ ora di scegliere gente pulita come la stragrande maggioranza di noi Siciliani, gente che può fare la differenza tra la mafia e la parte sana della nostra terra. E’ ora di dimostrare cos’ è la Sicilia, e chi sono i Siciliani. Noi Siciliani, che non crediamo in un ‘ Italia divisa, frantumata, razzista, che non crediamo negli steccati geografici, nella diversità elettiva di una popolazione. Noi che per storia e cultura esistevamo, conoscevamo la filosofia, i numeri, l’arte quando i nonni di Bossi si vestivano con le pelli di animale e usavano la clava… Allora suoniamo assieme e forte le nostre trombe! (torna a inizio intervento….)


Laura Incremona

Clicca - scarica - ascolta: “Suoni la tromba” in wav:
” Inno Siciliano” da I Puritani di Vincenzo Bellini

Commenti dei lettori

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  • Itaolo

    09 Aug 2009 - 07:57 - #1
    0 punti
    Up Down

    L’articolo dice bene che doveva essere un inno siciliano ma al giorno d’oggi le cose sono cambiate, e peggiorate: fanno più paura la forza degli ideali portati dalle parole “sangue, patria e onor” che ogni retorica democratica o perbenista…
    E’ per questo che il brano di Bellini, lungi dall’esser capito e recepito, è stato sempre relegato al solo piacere degli amanti dell’Opera lirica, come in una “riserva indiana”.
    Con un popolo italiano unito che comprendesse l’importanza fondamentale di recuperare, amare e rilanciare una Sicilia (al pari delle regioni del Nord) neanche tutte le mafie straniere che si alleassero con quella siciliana, con la camorra e la ndragnheta unite troverebbero spazio!
    Il disprezzo verso i meridionali era la bandiera dell’analfabetismo e dell’ignoranza del dopoguerra, alimentato pure dai mafiosi, di certo.
    Perciò l’invito alla lotta contenuto nell’inno di Bellini, che non viene valorizzato mai da nessuna parte, è più spaventoso di qualunque colpo di lupara!
    Esso indica chiaramente e concitatamente qual’è la direzione da intraprendere, in Sicilia come nel resto d’Italia.