GRANDE MARCIA di NATALE
AMNISTIA GIUSTIZIA e LIBERTA’
ROMA, 25 dicembre – ore 10 - da Castel Sant’Angelo
La prima manifestazione di e per una grande questione sociale
Parte da Castel Sant’Angelo alle ore 10 la Grande Marcia di Natale per l’Amnistia, la Giustizia e la Libertà e passando davanti al Carcere di Regina Coeli, il Senato, la Camera dei Deputati, Palazzo Chigi e Santissimi Apostoli, arriva in Via 24 Maggio (Quirinale)
E’ la prima volta che in Italia si manifesta e si manifesta per quella che consideriamo la più grande questione sociale del nostro paese, determinata dalla non-amministrazione della giustizia e dalla disastrosa situazione delle carceri, fatti per cui lo stato italiano è stato condannato dalla giustizia europea, sin dal 1980 e ripetutamente, per violazione di diritti umani fondamentali.
N
on si tratta solo della condizione delle carceri nelle quali 60.000 detenuti sono ammassati in celle che potrebbero ospitarne al massimo 42.000, si tratta anche e soprattutto della vita di almeno 18 milioni di cittadini italiani e delle loro famiglie che sono parti in causa negli attuali 9 milioni di processi pendenti, molti dei quali destinati a risolversi per prescrizione (come è accaduto a 1 milione di processi negli ultimi cinque anni). Secondo il recente rapporto del Consiglio d’Europa, circa il 30% della popolazione italiana è in attesa di una decisione giudiziaria. Secondo i dati contenuti nella relazione, sull’amministrazione della giustizia, nell’anno 2004, del Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione, al 30 giugno 2004 sono risultati pendenti ben 8.942.932 processi (quasi 9 milioni), di cui 3.365.000 civili e 5.580.000 penali.
il Procuratore Generale Francesco Favara, commentando questi dati, ha fatto questa considerazione:
“Se si pensa che per ogni causa civile vi sono almeno due parti interessate (ma spesso ve ne sono tante altre), e che ogni processo penale coinvolge un numero di persone, come imputati o come parti lese, certamente superiore a quella grande cifra che ho sopra indicato, si ha subito la sensazione concreta della entità dell’interesse e del malcontento che per la giustizia hanno i cittadini. Non senza poi considerare le spese e i costi materiali e le ansie che i processi comportano per ciascuno di essi.” (continua….)

Effimero









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