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La Provincia di Caltanissetta - 2

I castelli nisseni di fondazione araba, normanna o sveva, e di varia architettura sorsero nel Medioevo per assicurare a re e signori feudali il controllo dell’area centro-meridionale dell’isola. Le celebrazioni religiose hanno grande seguito in tutti i centri della provincia - L’economia, per tradizione, si è sviluppata a partire dall’agricoltura e dal settore minerario estrattivo (gesso e zolfo)

 

Terra di castelli ricchi di storia:

Numerosi in tutta la provincia di Caltanissetta, di fondazione araba, normanna o sveva, e di varia architettura, essi sorsero nel Medioevo per assicurare a re e signori feudali il controllo dell’area centro-meridionale dell’isola. Spesso vi si svolsero avvenimenti cruciali, o furono sede di assemblee parlamentari. Pochi sono, oggi, in buone condizioni, ma di gran parte se ne conservano gli affascinanti resti.
 
 

 

Tradizioni popolari:


Le celebrazioni religiose hanno grande seguito in tutti i centri della provincia e costituiscono momenti fondamentali nel corso dell’anno; quasi sempre di origine profana e ludica, connesse a cicli agrari, profondamente inserite nel tessuto sociale.
Tra i riti in onore del patrono e quelli legati ad eventi miracolosi, spiccano le manifestazioni della Pasqua, fra le quali è famosa la Settimana Santa di Caltanissetta, caratterizzata da un articolato e commosso cerimoniale.

 

L’economia della provincia di Caltanissetta:


L’economia, per tradizione, si è sviluppata a partire dall’agricoltura e dal settore minerario estrattivo (gesso e zolfo). A seguito del declino del settore minerario, oggi, l’agricoltura rappresenta il perno su cui si poggia la stessa. La produzione vinicola locale e’ notevole ed ha avuto un grosso sviluppo, contrariamente alla storia isolana di questo settore economico, un grande sviluppo durante il Medioevo. Tra le produzioni piu’ importanti della zona ricordiamo il nero d’Avola e quella che riguarda gli spumanti.

 

A questo settore si affianca una vivace imprenditoria che, facilitata dagli interventi agevolativi comunitari e statali, si è insediata nelle aree industriali ed artigianali dell’intero territorio. Fino a formare una classe produttiva numerosa e competente con interessi nel settore agro-alimentare plastico, meccanico e manifatturiero in genere. Altro settore economico cittadino da non dimenticare e’ quello artigianale che prevede la produzione, ad esempio, delle pipe realizzate utilizzando la radica di Erica Arborea, poco presente in tutta l’isola, dei dolciumi vari e del torrone in particolare, prodotti soprattutto durante il periodo natalizio e sfruttando sapientemente ricette antiche dal richiamo arabo ed altre locali e tradizionali, la lavorazione e la decorazione dei vetri che cosi’ assumono coreografie colorate e variegate, il restauro e la lavorazione del legno, nonche’ la produzione di pregiati ricami.

In passato era presente anche un attivo settore minerario dedicato alle solfatare. Una grossa fetta dei redditi è comunque rappresentata dal settore pubblico e da quello edilizio. Infine, il Petrolchimico di Gela continua a rappresentare il simbolo della grande industria in crisi, anche se con nuove prospettive a seguito della presentazione di nuovi piani industriali.

L’economia locale prevede, inoltre, un ricco settore agricolo costituito dalla presenza di latifondi, terre dedicate alla produzione del grano, del mandorlo e dell’ulivo, ai vigneti ed al pascolo.  (Continua….)