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Gaetano Savatteri, i ragazzi di Regalpetra

Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà. Così Leonardo Sciascia[...]

Gaetano Savatteri, I ragazzi di RegalpetraIo ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà. Così Leonardo Sciascia classificava l’umanità ne Il giorno della civetta. Un libro siciliano che parla di mafia, di criminalità e lancia gridi di dolore talvolta inascoltati contro la metastasi che lentamente si spande e incancrenisce tutto. La nostra terra può guarire da questo male. Ne siamo tutti quanti certi. Se solo riuscissimo a riflettere, a pensare prima di varcare il cosiddetto point of no return, il punto di non ritorno, quando ormai sei costretto ad andare avanti perché tornare indietro non è più possibile; quel punto in cui poco prima sei un uomo, poco dopo sei un quaquaraquà. In fondo ognuno della propria vita può farne ciò che vuole, anche scegliere se fare il giornalista o il mafioso, soprattutto in una terra priva di giustizia, umanità e verità. E Gaetano Savatteri ne parla veramente bene ne I ragazzi di Regalpetra.

Due ragazzi come tanti che trent’anni fa giocavano insieme a calcio. Oggi il primo è giornalista mentre il secondo è un boss di Cosa Nostra, oggi pentito. Un faccia a faccia che attraverso le memorie personali racconta la Sicilia e un paesino in provincia di Agrigento, Racalmuto, luogo natale di Leonardo Sciascia.

Una squadretta di assassini di Cosa Nostra, pronta a intervenire al bisogno, quando c’è da ammazzare qualcuno. Con una sola avvertenza: non si uccide di venerdì, perché è giorno di dolore.

A Racalmuto i ragazzi sono divisi in due gruppi, il primo che ha dato vita a un giornale, il Malgrado tutto, altri che hanno scatenato una sanguinosa guerra di mafia.

Gaetano Savatteri, giornalista e scrittore appartenente al primo gruppo, incontra i ragazzi del secondo gruppo, il risultato è un libro inquietante che racconta la storia di una terra martoriata da inutili guerre e abusi.

Savatteri terrà un incontro questa sera, 22 luglio, al I love Sicilia cafè di Palermo.