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Baarìa, il nuovo film di Giuseppe Tornatore

Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie.

Palermo, la costa

Un anno di riprese in una vecchia fabbrica di Tunisi, divenuta scenario di una Sicilia del novecento per Baarìa. La strada principale della cittadina, Corso re Umberto, è stata ricostruita minuziosamente tra i capannoni della fabbrica abbandonata: la chiesa, il mercato del pesce, le case ad un piano con i balconcini in ferro battuto, il palazzo del comune compresa la lapide in ricordo dei caduti della guerra, una copia quasi perfetta.

Sarà questo il film dell’anno. Una super produzione come nel nostro cinema non si vedevano da anni. Ma è anche il nuovo vibrante e appassionato omaggio che Giuseppe Tornatore fa alla sua terra natia, la Sicilia, ed in particolare a Bagheria.

Di grande rilievo sarà l’apertura della 66^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in programma al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2009, del film di Tornatore che concorrerà anche alla medesima manifestazione, diretta da Marco Müller e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

Baarìa, che verrà presentato in prima mondiale la sera del 2 settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido - a seguire la cerimonia di apertura - è il primo film italiano a inaugurare dopo 20 anni la Mostra di Venezia.

Baarìa è un suono antico, una formula magica, una chiave – commenta Giuseppe Tornatore in una recente intervista - la sola in grado di aprire lo scrigno arrugginito in cui si nasconde il mio film più personale. Una storia divertente e malinconica, di grandi amori e travolgenti utopie. Una leggenda affollata di eroi… Baaria è anche il nome di un paese siciliano dove la vita degli uomini si dipana lungo il corso principale. Ma percorrendole avanti ed indietro per anni, puoi imparare ciò che il mondo intero non saprà mai insegnarti.

La pellicola attraversa il Novecento, soprattutto gli anni ‘30 e i Settanta, raccontando la storia d’amore di Mannina e Giuseppe, dei loro padri e dei loro figli, tre generazioni che vediamo crescere in un secolo di storia italiana, con le guerre mondiali e l’avvicendarsi, sulla scena politica, di Fascismo, Comunismo, Democrazia Cristiana e Socialisti.

Sono quasi duecento i personaggi che compariranno nel film di mega coproduzione italo-francese che uscirà nelle sale il 25 settembre e verrà distribuito da Medusa.

Tra i volti noti Lina Sastri, Enrico Lo Verso, Vincenzo Salemme, Leo Gullotta, Salvo Ficarra, Valentino Picone, Nino Frassica, Raoul Bova, Giorgio Faletti, Michele Placido, Beppe Fiorello, Luigi Lo Cascio, Luigi Maria Burruano e Monica Bellucci.

Non è autobiografico - ha raccontato il regista - ma è un film personale, quello che si avvicina di più al Nuovo Cinema Paradiso. C’è nostalgia, anche malinconia e la risata che ti porta a riflettere, ci ricorda che la passione politica e civile è stata per tutti noi qualche cosa di positivo.

Gli attori che interpretano Mannina e Giuseppe sono due ragazzi piuttosto sconosciuti. Con un passato di modella Margareth Medè, 25 anni di Pachino, occhi verdi e un sorriso luminoso è al suo primo film. Francesco Scianna, 26 anni, anche lui di Bagheria è stato scelto dopo 18 provini. Accademia d’arte drammatica a Roma e una passione nata a 15 anni.

La musica del nuovo film di Tornatore sarà firmata ancora una volta da Ennio Morricone.