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Gela, storia e cultura dalla fondazione ai giorni nostri

Fra distruzioni e ricostruzioni, la città ha saputo trovare il giusto compromesso tra tradizione e progresso.

Gela

In Sicilia ci sono città che hanno una presenza strategica e quasi necessaria nell’isola. Sono città ricche di storia, di cultura. Alcune di queste offrono parecchio quasi a rappresentare un’anomalia se confrontate con il resto delle città siciliane. Una di queste è sicuramente Gela, grande città in provincia di Caltanissetta.

Di origine greca, Gela sorge nel 689 a.C. fondata dai coloni di Rodi e di Creta che le diedero il nome facendo riferimento all’omonimo fiume che sfocia nel mar Mediterraneo. La città ben presto si fece strada combattendo contro i popoli vicini. Riuscì, infatti, a fondare Akragas, città che da lì a qualche secolo sarebbe diventata Agrigento.

Diversi tiranni ne calcarono il territorio. Fra questi Gelone che si impadronì ben presto di Siracusa trasferendovi la capitale del suo stato. Fu distrutta nel 405 a.C. dai Cartaginesi, quindi rifondata e nuovamente rasa al suolo dai Mamertini. Gli abitanti furono accolti nella vicina Phintias, l’attuale Licata. Ci vollero oltre 1500 anni per aggregare la città. Fu infatti opera di Federico II di Svevia, nel 1230, la fondazione di una nuova città, sul sito di Gela. La chiamò Terranova che più tardi divenne Terranova di Sicilia fino al 1927, momento in cui fu ripristinato l’antico nome.

La città è ricca di storia e parecchi sono i resti che ne conservano la memoria: le fortificazioni greche di Capo Soprano, le terme ellenistiche, l’acropoli e, poco lontano, due templi. Inoltre è ospitato il Museo Archeologico Regionale che contiene importanti testimonianze storiche.

Dal 1961 la città ha vissuto un importante sviluppo imprenditoriale grazie alla costruzione di un grande impianto petrolchimico.