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Musei della mafia: “la nuova moda”

Dopo il museo di Salemi, voluto da Vittorio Sgarbi, il museo di Lentini voluto da Sèstito è la volta di due musei a Las Vegas.

Museo della mafia

Se prima la mafia era considerata culturalmente scomoda, adesso invece, la stessa parola entra nel vocabolario museale e quasi per volerne sottolineare la fine, la si considera reperto archeologico.

Per primo è stato Vittorio Sgarbi ad inaugurare a Salemi, comune di cui è sindaco, il Museo della Mafia nel maggio di questo 2010 ma in realtà, già molti anni prima, Marcello Sèstito, docente di architettura presso l’Università di Reggio Calabria, sosteneva che di fronte al fenomeno criminale, conoscere non vuol dire patteggiare e realizzare un museo alla mafia, non avrebbe significato nobilitare i suoi sgradevoli personaggi, piuttosto comprenderli ed interpretarli, aggiungeva Sèstito. Tuttavia il progetto di Sestito riguardante il MIM Museo Internazionale della Mafia, rimase sulla carta perché se dapprima si voleva realizzare sul lungomare reggino, poi si pensò a Lentini in provincia di Siracusa.

Adesso è la volta di Las Vegas che il prossimo anno aprirà ben due musei dedicati al fenomeno mafioso e alle operazioni delle forze dell’ordine per combatterlo.