Sicilia 
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Gaetano Savatteri, i ragazzi di Regalpetra

Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraquà. Così Leonardo Sciascia[...]
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Leonardo Sciascia

Nel 1952, esce la raccolta di poesie La Sicilia, il suo cuore, illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco. Sciascia vince nel 1953 il premio Pirandello - Del 1961 è invece Il giorno della civetta, il romanzo sulla mafia che porterà a Sciascia la maggior parte della sua celebrità - La corda pazza, una raccolta di saggi su cose siciliane nella quale l’autore chiarisce la propria idea di "sicilitudine"
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Cavalleria Rusticana - 2
Novella di Giovanni Verga e musica di Pietro Mascagni - Opera fra le più belle del melodramma italiano - Nello stupendo testo della novella verghiana e nella dolcissima e sanguigna musica di Mascagni non solo un duello rusticano siciliano ma i contrasti i sentimenti di una terra chiamata Sicilia - In una parola: "la Sicilianità"
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Cavalleria Rusticana
Novella di Giovanni Verga e musica di Pietro Mascagni - Opera fra le più belle del melodramma italiano - Nello stupendo testo della novella verghiana e nella dolcissima e sanguigna musica di Mascagni non solo un duello rusticano siciliano ma i contrasti i sentimenti di una terra chiamata Sicilia - In una parola: "la Sicilianità"
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Gesualdo Bufalino: La vita.
Isole dentro l'isola: questo è appunto lo stemma della nostra solitudine, che vorrei con vocabolo inesistente definire "isolitudine" (Gesualdo Bufalino) - Con Diceria dell'untore, Bufalino vince il premio Campiello '81; con Le menzogne della notte (Bompiani 1988), vince il premio Strega '88. - Nella foto Bufalino e Sciascia
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Gesualdo Bufalino: Autoritratto
In una pagina o cinque che cosa si può offrire di sé? - Uno scrittore abbastanza sgradevole Henry de Montherlant scrisse una volta che pubblicare è come parlare a tavola in presenza della servitù - Un'opera può solo dirsi veramente viva se, e finché è inedita mobile trasmutabile ad libitum come la vita. La pubblicazione è viceversa una specie di funerale -nbsp; (La fonte delle foto di Gesualdo Bufalino è il sito ufficiale del comune di Comiso ove è allocato il sito della fondazione Bufalino)
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Gesualdo Bufalino: Autoritratto - 1
Sono nato a Comiso in Sicilia nel 1920 - Primo profondo sentimento della mia infanzia fu infatti il terrore e lo sconcerto d'esistere - Tutto quanto mi circonda non cessa d'apparire intollerabilmente immotivato, come in una partita truccata, giocata con dadi incomprensibili - Quel mandorlo che fiorisce ogni febbraio a una curva di Monteraci e mi persuade quietamente a vivere... - Circa la mia carriera dirò che ho esordito col romanzo "Diceria dell'untore" (Le foto negli interventi appartengono al volume fotografico da Lui curato: "Comiso ieri" edito da Sellerio)
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Gesualdo Bufalino: Autoritratto - 2
Confesso che il primo capitolo che scrissi (non è il primo nell'ordine canonico e non conta dire qual è) nacque come un gioco serio - A questo capitolo, per così dire prefabbricato, si sovrapposero gli altri - Sappia chi non l'ha letto che vi si racconta la convivenza di alcuni reduci di guerra in un sanatorio della Conca d'Oro, nel '46 - Fra il protagonista e una paziente dagli ambigui trascorsi nasce un amore un puerile e condannato amorenbsp; più di parole che di atti il cui sbocco è una fuga a due senza speranza e subito dopo, la morte di lei in un alberghetto sul mare.
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Gesualdo Bufalino: Autoritratto - 3
Benché la vocazione alla scrittura in me sia stata assai precoce, fino a or ora non avevo pubblicato una riga. Perché? Me lo sono chiesto io per primo senza riuscire a trovare una spiegazione che non fosse balbuziente o capziosa - Una vita come tante due tre malattie intere due tre mezzi amici un umor malinconico con vampate d'ilarità un cristianesimo ateo e tremante inetto a capire se l'universo sia salute o metastasi grazia o disgrazia un odio della storia - Il libro per la solita isola? Un vocabolario.
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Gesualdo Bufalino: Autoritratto - 4
Allora dirò all'improvviso che l'affetto più urgente nella mia vita, e dunque nella mia opera, mi pare il sentimento della teatralità e dell'inverosimiglianza del vivere, e una conseguente curiosa presunzione d'inesistenza (che naturalmente dissimulo, stando al gioco, fingendo di esistere, scrivendo, rispondendo al telefono e ai questionari dell' "Almanacco della Cometa" ... ) - Da ciò l'ironia di fronte alla parata di demenze che chiamano storia e i parossismi i falsetti le lacrime e il bisogno di mischiare retorica con pietà.
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Emanuela Gallo








