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L'opensource nella PA garantisce il pluralismo

Pubblicato il risultato della Commissione sull'adozione del software libero nella Pubblica Amministrazione. Un commento.

“Oggi il Ministro Stanca ha presentato i risultati della commissione per lo
studio dell’open source nella Pubblica Amministrazione. Con chiarezza la politica e l’amministrazione devono avere la consapevolezza che le
indicazioni della commissione possono essere una vera e propria rivoluzione tecnologica del Paese” Dichiara il sen. Cortiana, primo firmatario del DDL 1188 per l’introduzione di software opensource nella Pubblica Amministrazione.

“Ma perché i risultati della Commissione Meo esprimano tutto il loro potenziale sono necessari alcuni strumenti: sul piano normativo è urgente definire una legge che garantisca il pluralismo informatico e,
conseguentemente, sia coerente con le indicazione della Commissione , come il fatto che le Pubbliche Amministrazioni usino formati aperti di
comunicazione e facilitino il riuso e la condivisione del software tra le
diverse Pubbliche Amministrazioni, cioè un mercato di più di 100 milioni di
Euro, come garantito dalla licenza GPL.” Prosegue Cortiana

“Una seconda condizione è una politica attiva di azione amministrativa che
incentivi il pluralismo, a partire dal fatto che i Piani per
l’E-Governament devono assumere la migrazione all’open source come una
priorità. Siamo d’accordo con la variabile dei costi e benefici, ma la
questione è che da oggi non è più possibile, come è accaduto in questi anni
che il software open source sia escluso dai bandi di gara delle
amministrazioni”

“La terza e ultima questione riguarda l’implementazione dell’opensource
nell’ambito della ricerca, attraverso una chiave di condivisione che
consente di massimizzare i risultati e la disseminazione delle buone
pratiche, nonché il riutilizzo pienamente legale dei prodotti realizzati:
le amministrazioni locali, attraverso l’opensource, possono avere una
funzione enorme di sviluppo locale per tutti gli attori economici e sociali
del territorio. L’opensource può essere in ambito tecnologico ciò che è
stata la politica dei Patti Territoriali.”

Noi che avevamo chiesto di sospendere i lavori della commissione del Senato
sul DDL per l’uso dell’opensource nella Pubblica Amministrazione in attesa
dei risultati della Commissione Meo, oggi abbiamo tutti gli strumenti per
affrontare una discussione che parta dal principio del pluralismo
informatico. Da oggi affiancheremo questo percorso istituzionale con la
creazione di un Osservatorio Parlamentare che verifichi le migliori
pratiche e le difficoltà nell’uso dell’opensource nella PA, a partire dalle
scuole. Oggi 160.000 insegnanti stanno facendo un percorso di
alfabetizzazione informatica e vogliamo capire come questo sia coerente con
i risultati della Commissione.” Conclude il sen. Cortiana, primo firmatario
del DDL 1188 per l’introduzione di software opensource nella Pubblica
Amministrazione.

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