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Il libro del signore degli anelli con diversi titoli...

In un periodo in cui i libri sul Signore degli Anelli escono in quantità industriale, sembrerebbe poco opportuno dedicare grande attenzione ad un nuovo titolo. Ma ci sono ovviamente delle eccezioni…

Una di queste è sicuramente “Il Signore degli Anelli – da J.R.R. Tolkien a Peter Jackson”, edito da Delos Books, 13,99 euro. L’autore è Emanuele Terzuoli, caporedattore della Writers Magazine Italia e responsabile delle news di Fantasy Magazine.

L’idea del libro, in effetti, non poteva non incuriosire. Un confronto tra il libro di Tolkien e l’opera cinematografica di Peter Jackson, per capire le ragioni che hanno spinto quest’ultimo a compiere tagli e modifiche nella trasposizione sul grande schermo. D’altronde, è un tema che abbiamo affrontato in passato numerose volte, anche con toni non troppo concilianti.

Già il punto di partenza era interessante, quello di parlare del film in maniera autonoma, cercando di capire se le scelte fatte (fedeli o meno al libro) funzionassero da un punto di vista cinematografico.
Non che l’autore sia digiuno di letture tolkieniane, come ben si capisce da molte pagine del suo libro. Semplicemente, si cerca di ragionare in termini di cinema come arte autonoma e non di mero strumento per dare nuova vita ad una forma artistica “presunta” superiore (il romanzo), come sembrano pensare alcuni.

Dopo alcuni capitoli introduttivi che pongono le basi della struttura del libro, Terzuoli affronta i film nei più minimi dettagli. Lo fa descrivendo prima in un capitolo accuratamente le vicende che si svolgono nel film e in quello successivo le differenze con l’opera tolkieniana e le ragioni che lo hanno portato a queste scelte.
Questa struttura rende il libro di facile lettura e permette inoltre una più comoda consultazione dopo averlo terminato.

Tra gli argomenti che ho trovato più interessanti, l’aver segnalato che il film di Jackson (piacciano o meno queste pellicole) ha fatto sì che milioni di persone leggessero Il Signore degli Anelli, aspetto questo che certi puristi dimenticano facilmente, forse considerando i nuovi adepti come lettori di serie B.
Inoltre, per una volta si parla del film con competenza cinematografica, con molte citazioni di altri film (e non a sproposito, come invece capita di sentire a certe conferenze) e comprensione dei più importanti meccanismi di questo mezzo espressivo (come l’importanza di non presentare dei personaggi “monouso”).

Se proprio devo trovare un punto in cui non sono d’accordo, riguarda la fine di Saruman. Terzuoli infatti si lamenta di come questo personaggio venga fatto scomparire o morire (nella versione estesa) da parte di Jackson, critica che condivido totalmente. Ma le soluzioni proposte (inserire la scena che vediamo nella versione estesa di ROTK alla fine de Le Due Torri o addirittura girare il capitolo Percorrendo la Contea) non mi trovano d’accordo. Probabilmente Jackson avrebbe dovuto avere il coraggio di far morire sì Saruman alla fine de Le Due Torri, ma per mano degli Ent, cosa che avrebbero permesso di chiudere le vicende dello stregone nel secondo film, ma senza allungare troppo la pellicola dopo la fine della battaglia al Fosso di Helm.

Insomma, un libro veramente piacevole e ben fatto. In attesa, ovviamente, che puristi e ciccionazzari si scontrino nuovamente per Lo Hobbit. Speriamo presto…

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