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Nandorin

La lingua degli Elfi Verdi

Anche denominato: Daniano, la lingua Silvana, Elfico Silvano

Durante il lungo cammino da Cuiviénen al Mare, alcuni Elfi Telerin rifiutarono di attraversare i terrificanti Monti Brumosi. Essi abbandonarono la Marcia verso il mare, ove Ulmo intendeva condurre gli Elfi in Valinor (Silm cap. 3). In Quenya, tali Elfi furono successivamente chiamati i Nandor o “Coloro che tornano indietro”, quantunque sembra che nessuno di essi effettivamente ritornò all’Est; essi si attardarono sugli Hithaeglir (WJ:384). Guidati da un Denethor alcuni dei Nandor alla fine fecero ingresso nel Beleriand, sebbene avessero perduto la nave per Valinor da diversi millenni. Essi si stabilirono in Ossiriand, la quale regione essi rinominarono Lindon, e dai Sindar essi vennero ad essere chamati Elfi Verdi (Sindarin Laegil, Laegelrim). Riguardo alla relazione tra le lingue Verde-elfica e Grigio-elfica, è affermato che “sebbene i dialetti degli Elfi Silvani risultassero, quando essi tornarono a incontrarsi con i loro affini da cui erano stati a lungo separati, a tal punto divergenti dal Sindarin da essere quasi incomprensibili, bastò poco studio per rivelarne la parentela nell’ambito delle lingue Eldarin” (UT:257). WJ:385 conferma che i Sindar riconobbero gli Elfi Verdi “come loro familiari d’origine Lindarin (…), adoperando una lingua che malgrado grandi differenze era ancora percepita come a loro stessi affine”.
Comunque, tutto ciò che è noto della lingua Nandorin sono circa trenta vocaboli, la maggior parte dei quali si trovano nelle Etimologie. Nelle stesse parole di Tolkien, “Benché il confronto tra i dialetti Silvani e la loro propria favella interessasse assai i sapienti, soprattutto quelli di origine Noldorin, ben poco si sa ormai dell’Elfico Silvano. I Silvani non avevano elaborato nessuna forma di scrittura, e coloro i quali ne avevano appreso l’arte dai Sindar si sforzavano di scrivere in Sindarin” (UT:257).
Alcuni dei Sindar che giunsero nel reame di Thranduil sfuggendo alla distruzione del Doriath adottarono la lingua Nandorin e presero nomi di forma e stile Silvano, così come i Noldor avevano adattato i loro nomi Quenya in Sindarin secoli prima. Tali Sindar “desideravano dunque divenire Silvani e, come dicevano, tornare alla vita semplice che era propria degli Elfi prima che l’invito dei Valar la alterasse” (UT:259). Più Sindarin in qualche modo si intrufolarono finanche nelle comunità Silvane: “Alla fine della Terza Età, i linguaggi Silvani probabilmente non si parlavano più nelle due uniche regioni che ancora avessero una qualche importanza all’epoca della Guerra dell’Anello: il Lórien ed il reame di Thranduil nella parte settentrionale di Bosco Atro. Nei documenti scritti non ne rimanevano che poche parole e nomi di persone e luoghi” (UT:257). Nimrodel dovrebbe aver parlato soltanto la lingua Silvana pure dopo che essa era caduta in disuso in Lórien; vedere UT:241. UT:252-253 suggerisce che il nome Lórien stesso può essere alterato dal Nandorin Lórinand, “Valle dell’Oro (luce dorata)”, o pure dall’antico Lindórinand “Valle della Terra dei Cantori (= Lindar, Teleri)”. Secondo una nota a pié pagina nell’Appendice F, non solo Lórien ma anche i nomi Caras Galadhon, Amroth e Nimrodel “sono probabilmente di origine Silvana, adattati al Sindarin”.

Non vi è molto che possiamo dire circa la struttura del Nandorin. Assai poco di grammaticale può essere estratto dalle poche parole che abbiamo. Un plurale con umlaut in stile Sindarin è visto in urc “Orco” pl. yrc (Sindarin orch, yrch). Tale umlaut deve essersi sviluppato indipendentemente dall’umlaut del Sindarin dall’altro lato dei Monti Brumosi (non v’è traccia di umlaut in Quenya e nel Telerin di Aman, linguaggi che evolvettero dall’Eldarin Comune dopo la separazione dei Nandor dagli altri Eldar, così come fece il Sindarin). In Lindi, il nome che i Nandor avevano per se stessi, una discendente dell’antica desinenza plurale Quenya Primordiale -î è ancora presente. La desinenza -on di Caras Galadhon indica genitivo plurale, affine ed identica alla corrispondente desinenza Quenya? Ciò dovrebbe dare al nome il plausibile significato *”fortezza d’alberi”. Galadh “albero” potrebbe essere Sindarin, ma tale linguaggio non ha desinenze genitive.

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