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Avarin

Tutti i sei vocaboli

“Gli Avari erano quegli Elfi che rimasero soddisfatti dalla Terra di Mezzo e rifiutarono la convocazione al cospetto delle Potenze; ma essi e i loro molti, misteriosi linguaggi non riguardano questo libro,” scrisse Tolkien in una prima versione dell’Appendice sui linguaggi che stava preparando per SdA (PM:29-30). Può questo significare che alcuni Avari deliberatamente svilupparono o del pari costruirono nuovi linguaggi per un fine di segretezza? Ma alcuni idiomi Avarin erano evidentemente simili a quelli Eldarin: Felagund interpretò rapidamente il linguaggio della gente di Bëor, ed una ragione per cui egli fu abile nel farlo fu che “codesti Uomini da lunga pezza avessero avuto a che fare con gli Elfi Scuri a est dei monti, e ne avessero appreso molto del proprio linguaggio; e siccome tutte le favelle dei Quendi risalivano a un’unica origine, numerose parole ed elocuzioni della lingua di Bëor somigliavano alle elfiche” (Silmarillion cap. 17). Invero è detto che “al Nord e all’Ovest del Vecchio Mondo [gli Uomini] impararono lingue direttammente e interamente opera degli Elfi che presero a benvolerli fin dall’infanzia e dai primitivi vagabondaggi” (PM:30), e Faramir pure rivendicò che “tutti gli idiomi degli uomini a questo mondo discendono dall’Elfico” (WR:159, PM:63). Nei giorni più antichi, tale influenza Elfica sulle lingue degli Uomini potè venire solamente dall’Avarin.
Pure i Nani sembrano aver preso a prestito alcuni vocaboli dagli Elfi non Eldarin, probabilmente molto prima che incontrassero gli Eldar nel Beleriand. In WJ:391, Tolkien attesta che “il nome Nanesco per gli Orchi, Rukhs pl. Rakhâs, sembra mostrare affinità coi nomi Elfici, e fu probabilmente da ultimo derivato dall’Avarin”. Si è detto che negli idiomi Avarin (tanto quanto nei linguaggi Eldarin), vi erano molte derivate della radice primitiva RUKU, l’origine della parola Quenya e Sindarin per “Orc”. -WJ:389.
L’interesse di Tolkien ristava nel ramo Eldarin dei linguaggi di famiglia Elfica, e sembra che egli lasciò le lingue Avarin virtualmente inesplorate. Le sole attuali forme Avarin che sono citate nel materiale pubblicato, e molto probabilete tutte le forme Avarin che Tolkien mai menzionò, sono sei discendenti del primitivo kwendî (donde il Quenya Quendi) che sono elencate in WJ:410: Kindi, cuind, hwenti, windan, kinn-lai, penni. (Si è detto che discendenti del primitivo kwendî si “ritrovavano frequentemente” negli idiomi Avarin.) Tali forme Avarin son dette essere “citate dai Maestri [Eldarin?] di tradizione”, che evidentemente ebbero alcuni interessi scientifici nello studio dei linguaggi Avarin. Ciascuna di queste forme appartiene a una separata lingua Avarin, così dovevano esserci sei di tali linguaggi come minimo, e probabilmente molti di più (secondo WJ:410, i dialetti Avarin “erano numerosi, e spesso così largamente separati l’uno dall’altro quanto lo erano dalle forme Eldarin dei linguaggi Elfici”). Tali vocaboli Avarin veramente non significavano esattamente lo stesso del loro affine Quenya Quendi, i.e. “Elfi in generale”. Essi erano i nomi che gli Avari davano a loro stessi. Nota Tolkien, “essi avevano evidentemente continuato a chiamare se stessi *kwendî, ‘il Popolo’, in relazione a quelli che andarono via [che sono gli Eldar] come disertori.”
Per comparare le forme Tolkien menziona la forma primitiva *kwendî che diamo e che può essere la sola apparizione di modifiche sonore Avarin che avremo mai:
- Kindi ha perso la w e modificato la e in i, forse per assimilazione della desinenza plurale -i, che ci dice anche che le originali vocali finali lunghe sono divenute corte (come in Quenya; cfr. anche hwenti, penni sotto).
- Cuind (è significativo che Tolkien usi c invece di k?) ha volto l’originale semivocalica w in una vocale piena u. La desinenza originale è andata perduta. La i è solo una tarda forma della vocale originale e, o è un plurale “infisso” (forse una specie di umlaut causato dalla desinenza plurale -î prima che fosse perduta?) Il singolare può essere *cund??? (< *kuend < *kwend < kwende?)
- Hwenti mostra le modifiche kw > hw e d > t, e la finale lunga originale -î è divenuta corta -i (come in kindi sopra e penni sotto). Se hw denota il medesimo suono in Quenya (w afona, come l’inglese wh in dialetti dove which è udibilmente distinto da witch), questo hw può essere il prodotto di [x] (sc. tedesco ach-Laut) in contatto con [w]. Forse tale ramo dell’Avarin volse le originali occlusive afone in spiranti, come [k] > [x], e rese mute le originali occlusive foniche, come [d] > [t].
- Windan ha perduto l’iniziale originale k, volto la e in i e apparentemente potenziato l’originale -e del primitivo sg. kwende in -a. Questo linguaggio Avarin sembra aver introdotto una nuova desinenza plurale -n, non direttamente discendente dall’originale -î. Essa è probabilmente derivata dall’elemento plurale -m che si riscontra nel primitivo linguaggio (vedere LR:360, radice ). Alcuni dei casi Quenya mostrano anche un plurale -n, e.g. la desinenza plurale locativa -ssen; anche questo deve venire dalla primitiva -m.
- Kinn-lai può venire da un linguaggio Avarin strettamente correlato a quello che presenta kindi (sopra); si nota la stessa modifica kwe- > ki. Qui abbiamo anche l’assimilazione nd > nn. L’ultimo elemento lai non è certamente derivato dalla primitiva desinenza plurale -î. Piuttosto dev’essere correlato al Quenya lië “popolo”, perciò “kinn-popolo”. La radice LI, sorgente del Quenya lië, può aver prodotto lai con l’infissione A (ben attestata nel linguaggio primitivo).
- Penni è una forma che è stata prescelta come specialmente interessante da Tolkien. Essa mostra la stessa modifica kw > p come in Telerin Comune (donde il Sindarin e il Telerin di Aman), suggerendo “che essa invece ricorreva fra i Lindar [Teleri] prima della Separazione” (WJ:410). Per il resto vediamo la medesima assimilazione nd > nn come in kinn-lai, mentre una discendenza della primitiva desinenza plurale -î è tuttora presente, sebbene sia divenuta corta come in kindi e hwenti. Tolkien ci informa che “la forma penni è citata come proveniente dall’idioma ‘elfico silvano’ della Valle dell’Anduin”.
A parte ciò vi è molto poco altro. Il nome dell’Elfo Scuro Eöl, che non può essere analizzato (WJ:320), deve essere Avarin. Si è detto che sebbene gli originali clan fossero ancora ricordati presso gli Avari, “non c’è traccia che essi usassero il nome Ñoldo [questo, o altri diretti discendenti del primitivo ñgolodô] in qualche riconoscibile forma Avarin” (WJ:381).

Fonte: ardalambion

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