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Khuzdul

La lingua segreta dei Nani

Nel secondo capitolo del Silmarillion apprendiamo che non appena Aulë ebbe creato i Sette Padri dei Nani, egli “già prendeva a insegnare ai Nani il linguaggio che aveva elaborato per loro”. Il nome proprio per il loro linguaggio fu Khuzdul, il quale evidentemente è semplicemente “Nanesco”, i Nani chiamavano se stessi Khazâd (il singolare può effettivamente essere *Khuzd). Leggiamo che “secondo le loro leggende il loro procreatore, Aulë il Vala, aveva creato questa [lingua] per loro e l’aveva insegnata ai Sette Padri prima che essi fossero deposti a riposare fino che il tempo per il loro destarsi fosse giunto. Dopo il loro risveglio tale linguaggio (come tutti i linguaggi e tutte le altre cose in Arda) mutò nel tempo, e divergentemente nelle residenze che furono allontanate. Ma le modifiche furono così lente e le divergenze così ridotte che pure nella Terza Era fra tutti i Nani conversare nella loro propria lingua era agevole. Come essi dissero, le modifiche nel Khuzdul a confronto con la lingua degli Elfi, ed ancor più con quelle degli Uomini, era ‘come lo sgretolarsi di dura roccia comparato con lo sciogliersi della neve’ ” (PM:323). Anche Pengolodh commenta sulla “tradizione che essi hanno… che Aule divisò per essi la loro lingua nel principio, e pertanto essa cambiò di poco” (WJ:402). Per contrasto un linguaggio gestuale che i Nani avevano escogitato per se stessi, il cosiddetto iglishmêk, era più mutevole.

Ma per quanto ben preservato, il Khuzdul fu raramente appreso da altri che non i Nani stessi. Leggende posteriori affermavano che in Valinor, Aulë aveva reso edotto Fëanor del linguaggio che aveva creato per i Nani, ma Tolkien notò che ciò non fosse necessariamente vero; forse era giusta una storia dovuta alla fama di Fëanor (VT39:10). Nella Terra di Mezzo, gli Elfi non erano particolarmente interessati al Nanesco, e ad ogni modo non consideravano altamente tale linguaggio: “non riuscivano a capire nulla della lingua dei Naugrim [Nani], che alle loro orecchie suonava aspra e sgradevole; e ben pochi degli Eldar son mai riusciti a padroneggiarla” (Silmarillon cap. 10). Pure Tolkien stesso attesta il fatto che “il Nanesco era sia complicato che cacofonico. Pure i primi filologi elfici lo evitavano” (Lettere:31). Ma pure quando qualcuno effettivamente intendeva apprendere il Khuzdul, i Nani stessi furono assai riluttanti ad insegnarlo. Il loro proprio linguaggio era “un segreto che […] non rivelavano a nessuno, nemmeno ai loro amici” (SdA Appendice F). Una teoria è che essi sentissero che il Khuzdul apparteneva esclusivamente alla loro razza, e che nessun’altra avesse alcun diritto di comprenderlo. Quando volessero comunicare con altre razze, usualmente per scopi commerciali, essi avrebbero piuttosto appreso il linguaggio degli altri piuttosto che istruirli al Khuzdul - pure se l’altra parte fosse disposta ad apprenderlo. Soltanto due o tre volte tutte le lunghe ere della Terra di Mezzo i Nani insegnarono zelantemente la loro lingua a popoli di razze aliene. Nella Prima Era, quando la Casa di Hador giunse per prima nel Beleriand dell’oriente ed incontrò i Lungobarbi, una speciale amicizia sorse fra le due razze in quanto tali Uomini, essendo abili cavalieri, avrebbero potuto offrire ai Nani qualche protezione contro gli Orchi. Quindi i Nani effettivamente “non erano indisposti ad insegnare la loro propria lingua agli Uomini coi quali ebbero speciale amicizia, ma gli Uomini la trovavano difficoltosa ed erano lenti nell’apprendere più di qualche termine isolato, molti dei quali essi li adattarono e li assunsero nei loro linguaggi.” (PM:303. Nondimeno, sembra che il Khuzdul avesse influenzato pure la struttura elementare dell’Adûnaico, un linguaggio discendente dalla lingua dei primi Edain.) L’interesse Elfico per il Khuzdul era basso nella Prima Era, ma v’era almeno un’eccezione: “Curufin fu molto interessato al linguaggio alieno dei Nani, essendo l’unico dei Ñoldor a conquistare la loro amicizia. Fu da egli che i maestri di tradizione ottennero quel poco di conoscenza che poterono del Khuzdûl.” (PM:358) Almeno un vocabolo Khuzdul trovò posto in Sindarin: kheled “vetro”, che appare in Grigio-elfico come heledh (vedere l’Appendice del Silmarillion , voce khelek-). Il vocabolo Khuzdul Khazâd, “Nani”, fu adattato in Quenya come Casar “Nano” ed in Sindarin come Hadhod (la razza Nanesca essendo definita Hadhodrim, WJ:388). Viceversa, i Nani sembrano aver preso a prestito almeno un termine dal Sindarin: kibil “argento” deve essere correlato al Grigio-elfico celeb.

Molto più tardi, nella Seconda Era, i Nani riluttantemente permisero a pochi Elfi di apprendere un poco di Khuzdul puramente nell’interesse della scienza: “essi comprendevano e rispettavano il disinteressato desiderio di conoscenza, e ad alcuni dei maestri di tradizione Ñoldorin posteriori fu consentito di apprendere abbastanza sia della loro lambe (aglâb) [”lingua” in Quenya e Khuzdul] che del loro iglishmêk [codice gestuale] per comprendere i loro sistemi.” Pengolodh l’Erudito diGondolin è detto “aver dimorato per un periodo fra i Nani di Casarrondo (Khazad-dûm)” (WJ:395, 396). Tali successivi maestri di tradizione evidentemente avevano un atteggiamento meno arrogante dei loro collegi [penso sia un errore dattilografico per ‘colleghi’, N.d.T.] nell’era precedente, che eccetto che per Curufin deliberatamente “evitarono” il Khuzdul (Lettere:31).

Riguardo al Khuzdul, Tolkien afferma che “tale lingua è stata abbozzata in qualche dettaglio di struttura, se con un vocabolario assai ridotto” (PM:300). Esso evidentemente giunse in essere negli anni Trenta. I nomi Khuzdul Khazaddûm e Gabilgathol compaiono in una primeva versione del Silmarillion; vedere LR:274. Qui troviamo anche Khuzûd come il nome che i Nani [davano, N.d.T.] alla loro propria specie, posteriormente modificato in Khazâd. Il nome Khazaddûm Tolkien lo applicò dapprima a Nogrod, non a Moria. Christopher Tolkien commenta: “Khazaddûm è la prima occorrenza del celebre nome. È interessante osservare che esso esisteva - ma come il nome Nanesco di Nogrod - già a quel tempo. Più tardi il nome Nanesco di Nogrod fu TumunzaharGabilgathol, ora apparendo per la prima volta, rimase come il nome Nanesco di Belegost.”

Fonte: ardalambion

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