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Howard Shore

Intervista al compositore premio Oscar ad opera del Corriere del Ticino

Sabato 23 febbraio, il KKL di Lucerna ha accolto la prima mondiale di un evento dedicato alla grandiosità della musica di questo celebre film. Mentre veniva proiettato La Compagnia dell’ Anello, la 21st Century Orchestra & Chorus, formazione di circa duecento elementi tra musicisti e coristi, diretta da Ludwig Wicki, ne ha eseguito dal vivo la colonna sonora. Il concerto, tutto esaurito, è stato replicato il giorno seguente e vista la grande richiesta altre due date sono state aggiunte, il 29 e 30 marzo (informazioni sul sito internet www.artproductions.ch).

In occasione dei primi due appuntamenti, gli eventi hanno avuto un ospite davvero speciale: il compositore Howard Shore, autore della colonna sonora della trilogia di Jackson e tre volte premio Oscar. È uno dei mostri sacri della musica da film e lo abbiamo intervistato.

Una domenica di fine febbraio, ore 15.10. I corridoi del piano inferiore del Kultur-und Kongresszentrum di Lucerna (KKL)sembrano dei formicai. Decine e decine di strumentisti, coristi e collaboratori interamente vestiti di nero sgambettano tra camerini e locali. I suonatori di oboi e violini, intanto, riscaldano ancie e archetti in vista dell’imminente concerto.

Mentre le prime, timide note riempiono l’aria, Howard Shore si avvicina con passo calmo; il suo volto, posato e sorridente, non tradisce alcun segno di stanchezza, nonostante sia reduce da sei giorni di prove al fianco di Ludwig Wicki, direttore della 21st Century Orchestra e Coro. Prima di arrivare a Lucerna, invece, il triplice premio Oscar lavorava a Parigi sull’opera La mosca, che debutterà a luglio al Théâtre du Châtelet. Inevitabile domandargli come si sia trovato in Svizzera, e quali siano state le sue reazioni in seguito alla prima di sabato sera.

Signor Shore, in questi concerti lucernesi la colonna sonora de Il Signore degli Anelli — La compagnia dell’ Anello ha assunto un ruolo di primo piano rispetto al film. Soddisfatto?
«Devo ammettere di essere rimasto molto sorpreso dalla risposta del pubblico. È stato incredibile: ben cinque “standing ovations” e un applauso che non finiva mai, per un’interpretazione offerta da Ludwig Wicki e dalla 21st Century Orchestra che ho semplicemente trovato meravigliosa».

Sono da poco stati consegnati gli Oscar. Che ricordo ha delle sue vittorie nel 2002 e nel 2004, per l’impegno dimostrato nel primo e nel terzo film della saga?
«Sono stati degli anni incredibili, resi indimenticabili dal percorso lungo tre anni e nove mesi che ha portato alla realizzazione della colonna sonora de Il Signore degli Anelli. In quel periodo era difficile comprendere ciò che stava accadendo: ero completamente preso dalle partiture, la mia concentrazione era focalizzata sulla musica. Ricevere un premio di tale portata alla fine del lavoro fu semplicemente incredibile ed estremamente gratificante».

John Ronald Reuel Tolkien scriveva: «a Gran Burrone ognuno era attratto dalla musica delle voci e degli strumenti » e «dalla bellezza delle melodie e dall’intreccio delle parole». Quali difficoltà ha incontrato nel trasmettere la purezza degli elfi attraverso le sue note?
«Nei tre film la musica ha una funzione prevalentemente descrittiva. Ho quindi elaborato dei temi musicali ben precisi, per meglio descrivere e caratterizzare differenti culture, ma anche personaggi, luoghi e oggetti. L’ Anello stesso, ad esempio, gode di tre diversi temi musicali. La musica, quindi, ha come scopo quello di chiarire le parti in gioco e delimitarne le differenze in una vicenda lunga e complessa. La colonna sonora adottata nelle scene girate a Gran Burrone, ad esempio, vuole rappresentare una cultura elfica sofisticata e isolata dal mondo; a Lothlòrien, invece, l’atmosfera è più mistica e misteriosa. Scrivendo la musica, insomma, ho voluto sottolineare la differenza tra queste e altre sottoculture ».

Lei ha composto le colonne sonore per una sessantina di film di vario carattere: thriller, commedie, drammatici, fantasy,… Qual è il suo genere preferito?
«Non saprei, è difficile da dire. Sicuramente ho sempre trovato molto interessante lavorare con David Cronenberg, con il quale ho realizzato ben dodici lungometraggi, tutti molto diversi tra di loro. In Naked Lunch, adesempio, mi sono divertito molto, ma anche in The Aviator di Martin Scorsese ho trovato fantastico poter comporre musiche degli anni ‘20 e ‘30. Forse, a pensarci bene, il mio genere preferito è proprio il fantasy: ne Il Signore degli Anelli ho potuto lavorare con i libri e i materiali di Tolkien, un autore che personalmente adoro. Addentrarmi nella Terra di Mezzo grazie all’aiuto di un’orchestra è stata un’avventura splendida».

Quando deve scrivere la musica per un film, a cosa presta maggiore attenzione per trovare l’ispirazione?
«Mi baso essenzialmente sulle emozioni. Quando leggo una sceneggiatura, cerco di isolare ed estrapolare ciò che provo e sento dentro: mi impersono nell’ascoltatore o nello spettatore, tento di capire ciò che lui proverà. Ovviamente, in seguito le idee vengono affinate e corrette, ma ho l’estremo bisogno di sentire qualcosa quando leggo una sceneggiatura o un libro:solo in quel momento la mia creatività può esprimersi al meglio».

Preferisce lavorare con sceneggiature originali o film tratti da dei libri?
«Direi entrambe le cose, anche se ho un debole per i lungometraggi ispirati dalla letteratura. In questo modo posso avere in mano la fonte originale, il libro, ma anche la sceneggiatura, quindi il punto di vista dello sceneggiatore stesso e del regista. The naked Lunch di William S. Burroughs, ad esempio, è un gran libro; avrei potuto scrivere della musica ispirandomi direttamente al testo, ma la lettura di Cronenberg mi ha fornito ulteriori spunti. Ad ogni modo amo lavorare con le parole, qualunque provenienza esse abbiano. Uno degli aspetti più affascinanti de Il Signore degli Anelli è stata proprio la possibilità di realizzare dei cori che coinvolgono fino a cinque linguaggi differenti, parlati dalle popolazioni della Terra di Mezzo».

Se ne avesse la possibilità, modificherebbe qualcosa nelle partiture dei suoi lavori passati?
«No, penso che non lo farei. [ride] Preferisco concentrarmi sul futuro, su ciò che verrà. Mi capita comunque di ascoltare dei miei vecchi pezzi e trovare alcune imperfezioni, ma penso che con il tempo ho imparato ad accettare questi “errori” senza sentire il bisogno di correggerli».

Quale colonna sonora l’ha affascinata a tal punto da dire avrei «voluto realizzarla io»?
«Trovo meravigliosa la musica composta da Tôru Takemitsu in

Ran, di Akira Kurosawa, ma anche la colonna sonora realizzata da Nino Rota ne Il Padrino è incredibile, soprattutto per i legami emozionali che riesce a instaurarecon lastoria, ipersonaggi e gli spettatori».

Al momento lei sta lavorando sull’opera La mosca e sulla colonna sonora de Il Signore degli Anelli, forse i due maggiori traguardi della sua carriera. Signor Shore, che cosa sogna di fare nel prossimo futuro?
«Come detto, al momento sono molto concentrato su La mosca, un’opera diretta da David Cronenberg e condotta da Placido Domingo che debutterà a Parigi nel mese di luglio e a Los Angeles a settembre. Si è trattato di un lavoro lungo tre anni: le partiture al momento sono completate, devo solamente perfezionare alcune cose. Nel frattempo, sto cominciando a scrivere un’altra opera che spero di completare presto. Pertanto, sono molto curioso di scoprire quali sviluppi nasconde questa nuova avventura ».

PRIMA MONDIALE A LUCERNA

«La Compagnia dell’ Anello» musicata dal vivo

La sala concerti del KKL gode di una delle migliori acustiche a livello europeo. Non poteva quindi esserci luogo migliore per presentare al mondo intero la colonna sonora de La compagnia dell’ Anello, il primo dei film della trilogia con la quale Peter Jackson ha portato sul grande schermo il capolavoro di Tolkien, interpretata magistralmente dalla 21st Century Orchestra e Coro.

Ambedue gli appuntamenti, svoltisi sabato 23 e domenica 24 febbraio, hanno registrato il tutto esaurito e sono stati preceduti da una breve introduzione di Howard Shore. In questo frangente, il compositore ha svelato alla platea alcune particolari strumenti musicali utilizzati nella colonna sonora della celebre saga. Tra questi è possibile annoverare catene, martelli e piccole incudini volte a rappresentare fedelmente il clangore delle fucine allestite dagli orchi guidati da Saruman a Isengard, dediti alla lavorazione di armi e armature da dare in dotazione ai temibili uruk-hai. Dopo di ciò, Shore ha lasciato il posto a Ludwig Wicki, accomodandosi in poltrona.

Il direttore d’orchestra, forte di un ensemble composto da 70 strumentisti e 130 coristi (tra cui 40 bambini), ha quindi accompagnato Frodo e compagnia da Hobbiville a Amon Hen, dalle rimbombanti percussioni di Moria agli angelici canti delle foreste di Lothlòrien, mentre sul grande schermo scorrevano le immagini del film con audio in inglese e sottotitoli in tedesco. Il pubblico, a giudicare dalla standing ovation finale e dagli applausi scroscianti, ha gradito.

La consapevolezza di aver assistito ad un grande spettacolo e il rammarico per la sua conclusione si sono frammisti alla speranza di poter assaporare qualcosa di simile fra poco più di un anno, a marzo 2009, quando a Lucerna verrà presentata la colonna sonora del seguito Le due Torri.«Devo ammettere di essere rimasto molto sorpreso dalla risposta del pubblico. È stato incredibile: ben cinque “standing ovations” e un applauso che non finiva mai, per un’interpretazione offerta da Ludwig Wicki e dalla 21st Century Orchestra che ho semplicemente trovato meravigliosa».

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