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Del Toro parla di Smaug

Ecco come sarebbe stato il drago ideato da Del Toro

Il New Yorker ha dedicato un lungo articola alla carriera di Guillermo del Toro, con articoli ed interviste; si è parlato diffusamente de Lo Hobbit che Del Toro avrebbe dovuto dirigere prima di abbandonare il progetto e passarlo nelle mani di Peter Jackson.
Guillermo ha dichiarato che il drago è sempre stato il suo animale preferito e che era entusiasta di poterne finalmente creare uno, Smaug, per quello che avrebbe dovuto essere il suo più grande film. Del Toro ha descritto nei dettagli come sarebbe stato il suo drago (che sarà diverso da quello di Peter Jackson); ecco cosa è emerso dall’intervista:

Per mesi interi avrebbe lavorato sul drago. “Sarà un drago molto diverso dai soliti”. Mi ha mostrato numerosi sketchbook […] e si è fermato sull’immagine di una sorta di ascia medievale doppia. “Questo è Smaug”. Era una vista dall’alto: “Vedi? E’ come un’ascia volante.” Del Toro pensa che i mostri dovrebbero apparire trasformati quando vengono visti da un nuovo punto di vista, altrimenti il pubblico perde il senso della sorpresa. Definire le silhouette è il primo passo per progettare bene un mostro, mi ha detto. “Poi inizi a giocare con il movimento. Il passaggio successivo è il colore. E poi, alla fine, si passa ai dettagli. Un mucchio di persone fa l’esatto opposto, e mette insieme un mucchio di dettagli.”

Poi mi ha mostrato una immagine laterale del drago. Il corpo di Smaug, come lo aveva immaginato Del Toro, era insolitamente lungo e magro. Le ossa delle ali erano articolate sul dorso, dando alla creatura un effetto morbido e scivoloso alla pancia. “E’ più una specie di serpente,” mi ha spiegato.

Le zampe frontali di Smaug sembravano sproporzionatamente piccole, come quelle di un T Rex. Questo avrebbe permesso al drago di avere un aspetto diverso visto da vicino: la cinepresa avrebbe ripreso i gesti delle “mani” assieme alle espressioni del viso in una inquadratura ravvicinata, evitando le distrazioni delle ali e della coda. Smaug è una creatura volubile e manipolativa, Tolkien spiega che ha una “personalità opprimente”. I suoi occhi, mi ha spiegato del Toro, sarebbero stati “davvero nascosti, quasi scolpiti”. Questo avrebbe creato un senso maggiore del dramma, quando il furtivo Bilbo avrebbe risvegliato la creatura.

Del Toro voleva essere creativo nell’inserire le ali. “Il design dei draghi può essere diviso in due specie,” mi ha spiegato a un certo punto. La maggior parte aveva le ali attaccate alle zampe superiori. “L’unica altra variazione è quella, anatomicamente sbagliata, della creatura con sei arti: quattro zampe come un cavallo, con due ulteriori braccia per le ali. Ma non esiste alcuna creatura di grosse dimensioni, sulla terra, che abbia sei arti!” Aveva passato molto tempo a progettare draghi che seguissero questi due schemi. Il suo sketchbook presentava un prototipo scartato: “Ora, questo è un drago che abbiamo già visto tutti quanti. Quello che ho aggiunto, erano le zampe da samurai. Non andava bene.”

Il lungo articolo continua con la descrizione di altre creature che sarebbero state inserite nel film e non presenti nei libri di Tolkien, come un troll corazzato; anche la visione scenografica sembra molto diversa da quella di Peter Jackson con un utilizzo massiccio di effetti speciali.
Forse dopotutto queste invenzioni non sarebbero state apprezzate molto dai fan ed è un bene che Peter Jackson sia tornato a bordo.

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