Nudi tra la folla.

Meglio se in uno stadio pieno di gente e con riprese in diretta TV.

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STREAKER - Si fanno chiamare streaker e il loro motto è trasgredire a tutti i costi. Fino a presentarsi nudi tra la folla, meglio se in uno stadio pieno di gente e con riprese in diretta TV. In Rete gli streaker sono una comunità foltissima con centinaia di siti internet. La nudità viene ostentata ed esibita dagli streakers un po’ per sberleffo, un po’ per voglia di anarchia

NASCITA UFFICIALE - La data di nascita “ufficiale” dello “streaking moderno” è il 1974, quando tra gli studenti dei college Usa si diffuse per la prima volta la moda di correre nudi nei campus, celebrando la primavera assieme alla rivoluzione sessuale, arrivando presto a organizzare coreografie, partite di golf e anche lanci col paracadute, sempre senza vestiti.


CHI SONO -
Sono uomini e donne, tra i 30 e 45 anni, liberi professionisti, spesso dai fisici non perfetti, che fanno dello streaking (letteralmente sfrecciare, correre nudi tra la folla) quasi una professione. Per stupire e trasgredire scelgono campi da rugby o da football. Entrano senza vestiti addosso, spesso solo con le calze ai piedi e vengono immediatamente inseguiti da poliziotti e guardie.


STREAKER FAMOSI - Mark Roberts
è entrato nel Guinness dei primati per essersi esibito in tuta adamitica per più di 150 volte, dal Tour de France alla corsa dei tori di Pamplona, alle gare d’ippica del Royal Ascot, cosa che gli è valsa anche la messa la bando da tutti gli eventi sportivi britannici. Melissa Johnson è passata agli annali per aver disonorato la finale di tennis di Wimbledon 1996, correndo nuda come un verme, davanti alla Regina ed a 40.000 persone. Esilaranti le scene d’inseguimento con i bobbies flemmatici ed impacciati. Michael O’Brien, contabile australiano. Nel 1974 la sua foto, famosissima, colta non mentre correva sul prato del tempio londinese del rugby, Twickenham, durante un’Inghilterra-Francia, ma subito dopo, quando, bloccato da tre poliziotti, uno gli coprì le nudità col proprio elmetto. Fece il giro del mondo, divenne un simbolo, utilizzato anche dalla pubblicità e celebrato persino da una statua di Walter Keethner. E poi Robert Opel che sfrecciò nudo sempre nel 1974 alle spalle di David Niven alla cerimonia degli Oscar. Michael Angelow portò lo “streaking” nel cricket, ed Erika Roe, prima vera “streaker” senza gonnella che ancora a Twikenham - Inghilterra-Australia del 1982 - divenne la più celebre di tutti i corridori nudi esibendo per pochi secondi il proprio seno prima che venisse coperto da una bandiera inglese.

Probabilmente il senso di libertà e di protagonismo è grande.

INTERVENTI ATTINENTI - Corpo e nudismo

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