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Lavorare stanca e ... può essere una malattia!

Manager workholic: colpevoli o vittime?

A dare il buon esempio è proprio lui. Il Premier Minister Tony Blair che si concede vacanze più lunghe d’un tempo e auspica orari più brevi anche negli uffici degli inglesi. Sul tema lavoro, e soprattutto sull’ orario di lavoro dei manager esistono diversi punti di vista.

Don Serratt, americano, ex manager di una banca di investimenti, negli anni 80, a causa dello stress da lavoro, sprofondò nell’ alcolismo. Questa esperienza lo portò a fondare la società “Life work” che insegna, ai dirigenti sopraffatti da orari interminabili, come “recuperare la vita”.”Coloro che si ammazzano di lavoro per propria scelta sono malati, che non vogliono affrontare la vita che c’è fuori e di tale malattia fanno le spese soprattutto le famiglie, trascurate fino alla disgregazione. Un disastro” dice Don Serratt al Corriere.

Lucy Kellaway, columnist, è di tutt’ altro parere e non crede alla depressione provocata dagli orari di lavoro e dalle famiglie rovinate dai ritmi di lavoro incalzanti “È vero che i mariti non si vedono mai, che restano in ufficio anche 70 ore a settimana, ma ci sono un sacco di indizi dei loro soldi: guardate le mogli, con costose acconciature e borsette carinissime, giornate riempite da una partita a tennis, una colazione con le amiche e un rilassante shopping da Harvey Nichols”.

Manfred Kets de Vries, uno studioso delle dinamiche della leadership considera i manager degli insicuri e definisce una parte della cagoria “impostori nevrotici” in quanto lavorano moltissimo per nascondere i propri limiti e vivono con il terrore di essere scoperti per ciò che valgono: poco.

Voi cosa ne pensate? Quale è il ruolo che occupa il lavoro nella vostra vita?

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