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Nonno spassatela e...sorprendi l'erede!

Gli over 65 possono avere una rendita vitalizia se hanno una casa in proprietà.

Gli over 65 possono contare su una rendita in più, per la gioia di banche e finanziarie e, per il disappunto degli eredi. Se non siete soddisfatti dell’ammontare della vostra pensione e nonostante questo volete concedervi un lusso in più, adesso è possibile. Come? Con rendita vitalizia aggiuntiva alla pensione: basta avere una casa in proprietà!

Tratto da Panorama.it 24.11.2005


Goditela, paga l’erede


di Roberto Seghetti

Per la prima volta gli over 65 possono avere una rendita vitalizia. Ma ci vuole la casa.

Cari nonni, se possedete una casa adesso avete una possibilità in più di fronteggiare un’emergenza economica o più semplicemente di godervi meglio la vita. La novità è stata introdotta dall’ultimo decreto fiscale approvato in parallelo con la discussione sulla Finanziaria e si chiama «prestito vitalizio ipotecario». Un istituto che permette di avere un’entrata in più quando si hanno i capelli bianchi, ma che presenta anche dei rischi per gli eredi.

Il prestito vitalizio funziona così: l’anziano proprietario con oltre 65 anni di età, che sia single, sposato o con un fratello, può chiedere in banca o presso una finanziaria un cospicuo prestito. Come garanzia offre in cambio l’ipoteca di primo grado (come si usa per i mutui) sull’immobile di cui è proprietario (da solo o insieme alla moglie o alla sorella).

A differenza di altri tipi di prestito, i contraenti non pagano rate fino alla morte: il capitale da rimborsare e gli interessi maturano nel tempo. E mentre gli anziani proprietari hanno la possibilità di utilizzare come meglio credono i soldi ottenuti, tocca agli eredi ripagare l’istituto bancario o finanziario che ha concesso il credito. Saranno obbligati a farlo entro un certo periodo (di solito 12 mesi dalla morte del contraente) e secondo le condizioni offerte dalle diverse banche o finanziarie (spesso in un unico versamento). Se non lo fanno, il creditore si rivale vendendo l’immobile sul quale grava l’ipoteca.
In Gran Bretagna il mercato relativo a questo tipo di prestiti, chiamati «lifetime mortgages», vale già 2 miliardi di euro l’anno. E in Italia è un business potenzialmente colossale: già oggi gli italiani con più di 65 anni sono circa 11 milioni. Nel 2020 saranno quasi un quarto della popolazione; l’80 per cento risultano proprietari di immobili.
Molte banche e finanziarie si stanno preparando. Ma per ora c’è un solo istituto che ha già pronta una proposta: è la società Finanza attiva del gruppo Cir-Cofide che fa capo alla famiglia di Carlo De Benedetti. Offre prestiti di ammontare crescente in parallelo all’età: 20 per cento del valore dell’immobile per i proprietari settantenni, fino al 50 per cento del valore per i novantenni e oltre. Il minimo è 20 mila euro, il massimo 350 mila. Ma sono ammessi solo immobili residenziali che valgano oltre 75 mila euro, che non siano edificati in zone a elevato rischio sismico e che non siano gravati da vincoli artistici o da altre ipoteche.

I rischi riguardano ovviamente gli eredi. Pensate che sorpresa se il vegliardo che ha ottenuto il prestito vitalizio non li ha avvertiti: se non hanno i soldi per ripagare il debito, perdono l’immobile. Dell’eredità incasseranno solo la differenza, se c’è, tra il prezzo di vendita della casa e l’ammontare del capitale incassato e poi speso dal proprio parente deceduto, più gli interessi accettati dall’anziano contraente e poi maturati negli anni.

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