
Foto: - Il bacio, Gustav Klimt 1907 (dettaglio) - dal web
14 febbraio 2000: San Valentino. Festa degli innamorati ma anche una giornata festeggiata per il carattere allegro e gioioso insito nel tema della festa stessa. Non verrà ricordato così però dal direttore di una piccola banca del trevigiano che proprio quel giorno aveva cercato di baciare sulle labbra una dipendente dell’istituto di credito che dirigeva alla quale però, a causa della resistenza della donna, era riuscito a malapena a sfiorare il viso.
Conseguenza delle avances: il Tribunale di Treviso, il 24 maggio 2002, lo ritiene colpevole di violenza sessuale e lo condanna ad un anno e due mesi di reclusione. Il 20 maggio 2003, la Corte di appello di Venezia ha confermato la sentenza di primo grado. L’uomo presenta ricorso in Cassazione sostenendo che il suo comportamento non era qualificabile come violenza sessuale in quanto non aveva ‘contenuto libidinoso’.
Risultato: ricorso senza successo. La Cassazione ha infatti confermato la condanna a 14 mesi di reclusione (con la condizionale) nei confronti del direttore della banca del trevigiano che dovrà risarcire anche economicamente la sua ‘vittima’ per il maldestro tentativo di baciarla. Il danno subito dalla donna è stato quantificato dai rappresentanti della legge in 300 euro (più 1.200 euro a copertura delle spese legali). Dopo la sentenza, l’uomo si è dimesso.
Ma quali gesti, per quanto affettuosi possano sembrare, sono da contemplare tra i reati di violenza sessuale?
INTERVENTI ATTINENTI - Single & Cassazione
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