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Famiglia: in Italia sta cambiando , ma non scomparendo

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Tratto da ANSA 27.04.2006

FAMIGLIA: IN ITALIA STA CAMBIANDO, MA NON SCOMPARENDO

ROMA - La famiglia italiana si sta evolvendo, ne stanno mutando le forme, anche in maniera radicale e drammatica, ma non sta scomparendo. E’ quanto emerge da una ricerca condotta dal ‘think tank’ internazionale Vision sul possibile assetto de ‘La Famiglia del futuro’.

Lo studio condotto da giovani analisti e ricercatori italiani che lavorano nelle più prestigiose università europee come la London School of Economics o la Normale di Pisa, dimostra che la popolarità e la domanda di famiglia aumentano, così come aumenta il bisogno di stabilità, di sicurezza, di identità che facciano da contrappeso ad una società sempre più veloce e sempre meno governata: è viva, quindi, la famiglia italiana e, tuttavia, se ne moltiplicano le forme e se ne diversificano i modelli.

Secondo l’indagine Vison, presentata questa mattina a Roma alla Camera dei Deputati, da circa un quarto di secolo le nascite si sono quasi dimezzate, il numero di matrimoni si è ridotto di quasi un terzo, e le separazioni sono più che raddoppiate. Ma tutto questo non significa che la famiglia sia in via di estinzione. Essa, piuttosto, si sta evolvendo ed adattando ad un contesto che non è più quello che costituiva l’habitat propizio per la cosiddetta “famiglia tradizionale”.

Ci sono indicatori, come il crescente aumento delle unioni di fatto e l’aumento dei figli fuori dal matrimonio, che tracciano più di ogni altro dato il ritratto della “nuova famiglia” e ne suggeriscono le proporzioni e la vitalità. Citando dati Istat, la ricerca sottolinea come siano incrementate le forme “atipiche” di famiglia: se nel 2002/2003 le coppie di fatto erano 564 mila, oggi quel numero risulta più che raddoppiato. E alle coppie di fatto bisogna aggiungere le oltre 300 mila famiglie non riconosciute i cui partner vivono “more uxorio” dopo lo scioglimento di un precedente matrimonio.

Vision nota, inoltre, come siano le donne ad essere maggiormente investite dalla mutazione che è in corso. A questo proposito è significativo il dato che riguarda la natalità in Italia: la percentuale di donne che hanno un bambino tra i 18 e i 24 anni si è dimezzata rispetto agli anni ‘70, passando dal 30 al 15% delle nascite. E se la percentuale dei bambini nati da donne tra i 25 e i 29 si e’ mantenuta relativamente stabile (ma in costante, inesorabile calo dagli anni ‘90), a crescere sono state solo le nascite da donne tra i 30 e i 35 anni, con un incremento del 15% rispetto agli anni ‘70. Ciò, secondo Vision, spiega come il cambiamento della famiglia coincide in buona parte con il cambiamento del ruolo della donna: è infatti l’aumento del tasso di occupazione femminile il fattore collegato ai più elevati tassi di fertilità.

Confrontando il tasso di efficacia delle scelte politiche dei maggiori Stati internazionali, rispetto al tasso di natalità, l’occupazione risulta di gran lunga il fattore più rilevante rispetto - per esempio - alla spesa sociale per la famiglia o ai sistemi giuridici in vigore. Un “lavoro sicuro”, quindi, incide in maniera più determinante nella scelta di una donna di avere figli rispetto ai sistemi di welfare o alle configurazioni legislative che riconoscono e tutelano la famiglia.

La ricerca, tutt’ora in corso, si concluderà con una piattaforma programmatica su “Le scelte della politica” nella quale, sulla base dei dati raccolti e delle analisi su “La famiglia del futuro”, verrà elaborata una proposta di governance per far fronte alla trasformazione della famiglia italiana e per modellare nuove politiche più efficaci alla sua tutela e che ne riconoscano la centralità nel sistema economico e sociale del Paese.

© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 27/04/2006 14:04

 

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