
Foto: - Holiday - dal web
Si tratta di un ‘gioco’ con molti rischi che ha regole da rispettare. David Givens, noto antropologo americano, ne ha individuate alcune. In un approccio esistono diverse fasi:
1° - farsi notare
2° - dimostrarsi innocui
3° - esaltare le caratteristiche del proprio genere sessuale
4° - suscitare il desiderio di andare avanti
Donne e uomini hanno modalità differenti d’approccio. Di solito è sempre lei, la donna, ad ‘aprire le danze’ assumendo degli atteggiamenti per essere irresistibile. E’ il ‘pass’ per iniziare la conversazione. Le statistiche hanno messo in evidenza che ‘il prescelto’ ” quasi sempre ‘casca nella rete’ dopo poco, e fa una battuta non appena il suo sguardo e quello di lei si incrociano.
Se invece è lui a fare il primo passo facendosi notare le cose hanno poca probabilità di andare a buon fine . Se la donna che segnala la sua disponibilità a flirtare attira quasi sempre l’attenzione e provoca l’interesse dell’uomo, lo stesso non succede per il maschio, che in genere non suscita facili entusiasmi.
Che fare? Certo non insistere sempre con la stessa ‘preda’. La strategia migliore è muoversi, più ci si muove, più aumentano statisticamente le probabilità di trovare la donna che si mostri interessata. La fase di ricerca è la più difficile quindi l’ideale sarebbe farsi scegliere.
E se la ‘dama’ o il ‘principe azzurro’ non corrispondono al partner ideale? Pazienza. Solo il 5% delle storie nate in vacanza continua o ha adddirittura l’happy end una volta ritornati in città. Quindi niente o poche illusioni. Le vacanze non sono lo specchio della realtà, ma un ritaglio particolare dell’esistenza da vivere per e rilassarsi dalla routine e dai problemi quotidiani.

Singletta









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