
Foto: - Madre e figlia - dal web
Raffaella (40), separata, mamma operaia, utilizzava la pausa mensa per non lasciare la figlia di 12 anni per strada all’uscita da scuola. Otto ore di lavoro al giorno, mille euro di paga mensile e la pausa a mezzogiorno di un’ora e mezza fatta per riaccompagnare a casa la figlia da scuola: mezz’ora con la macchina per il tragitto lavoro-scuola-casa-lavoro. I nonni della piccola, più che ottuagenari, non potevano essere certamente d’aiuto!
Una vita sicuramente faticosa per la mamma single ma condotta con serenità e a testa alta fino al gennaio 2006 quando, la pausa mensa, viene ridotta di mezz’ora. Mezz’ora che cambia completamente il ritmo quotidiano alla mamma lavoratrice che si vede costretta a chiedere la mezz’ora flessibile e dichiara la sua disponibilità a recuperare o a perdere la retribuzione.Ma l’azienda è contraria e la licenzia.’Ritardo ingiustificato protratto’ la motivazione.
Il licenziamento di Raffaella lascia così il capofamiglia senza reddito!
Storia di prima del motore? Storia da Paese del Terzo Mondo? Assolutamente no. Tutto è avvenuto nel civilissimo Nord, in una zona vicino a Milano. La decisione dell’azienda è stata subito impugnata. La prima udienza in Tribunale è fissata per il 9 gennaio a Crema.
Tanti auguri Raffaella ….!
INTERVENTI ATTINENTI - Mamme single

Singletta








