Spider Man 3

Ovviamente spettacolare e ben diretto, il film non è mai volgare e, nonostante il genere, neanche troppo patriottico o melodrammatico: un “discreto prodotto”, una definizione che sa di sconfitta viste le ambizioni e la profondità autoriale recentemente attribuite a Raimi.

Foto+Click: - Foto Original Size - dal web

Video: - Trailer (English) - dal web

Video: - Trailer (Italiano) - dal web

Spider Man 3


Titolo originale Id.
Regia Sam Raimi
Sceneggiatura Sam Raimi, Ivan Raimi, Alvin Sargent dall’opera di Stan Lee
Interpreti Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Thomas Haden Gray
Durata 156 min.
Montaggio Bob Murawski
Musiche Danny Elfmann, Christopher Young
Scenografia David Klassen
Fotografia Bill Pope
Paese, Anno Usa 2007
Produzione Avi Arad, Grant Curtis, Laura Ziskin
Distribuzione Columbia Tristar


La Trama


Dubbi e tentazioni del giovane Peter Parker. Diviso tra i panni dello studente brillante e quelli del super-eroe, il giovane Spider Man sembra alfine aver trovato un suo equilibrio. Ma tutto congiura contro di lui: l’arrivo di una nuova ragazza, un’entità malvagia venuta dallo spazio e le difficoltà della vita di coppia. Oltre che con il suo lato oscuro, il nostro dovrà vedersela con ben tre nemici: Venom, l’Uomo Sabbia e l’eterno amico-rivale Harry Osborn.


Recensione
di Federico Ferrone

Più che per la confezione formale, il primo e soprattutto il secondo episodio della trilogia di Spider Man firmata da Sam Raimi avevano sollevato un plauso quasi universale per come avevano saputo affrontare la questione del doppio e l’angoscia del protagonista nell’accettare il suo ruolo di supereroe. Pur senza abbandonarsi completamente al gusto per l’action movie, il nuovo film del regista di La casa non riesce stavolta a ottenere il miracoloso equilibrio tra psicanalisi e effetti speciali.

L’azione si apre sul più roseo degli scenari: Spider Man è cresciuto, il giornale che gli faceva campagna contro (il Daily Bugle del burbero Jonah J. Jameson) lo ha preso in simpatia, la sua ragazza Mary Jane lo ama più che mai e tutta New York lo considera il suo paladino. Ovvio che il suo alter-ego Peter Parker possa dedicarsi con più calma alla sua vita “normale” e progettare il matrimonio con l’amata.

Ma quando, per una serie di ragioni futili, quest’ultima rifiuta, egli si trova confrontato a domande mai poste prima: essere fedele e servire il prossimo o invece spassarsela un po’e non guardare in faccia a nessuno? Nella parte centrale del film, condizionato anche dall’entità aliena simbiotica e tentatrice, Spider Man/Parker cede al suo lato oscuro o, perlomeno, alla tentazione: corteggia sfacciatamente alcune ragazze, fa i dispetti alla sua ex e si vendica sui colleghi.

Peccato che questa parte, nonostante sia quella più strombazzata, duri troppo poco rispetto alle due ore e mezza del film mentre il resto è diviso tra combattimenti fantascientifici non proprio originali, sovrabbondanza di personaggi e tematiche intimistiche un po’superficiali. Il difetto è nel manico, vale a dire la sceneggiatura: se al film d’azione è ovviamente concesso un rapporto più fluido con la verosimiglianza degli eventi, Raimi stavolta non ha saputo coniugare il rapporto tra la finzione del super-eroe e la vita privata dello studente, in parole povere la tensione tra Spider Man e Peter Parker.

Passi per gli eventi tipicamente da fumetto come l’arrivo della “cosa” oscura venuta dallo spazio e la nascita dell’Uomo Sabbia, ma tutta la parte degli affetti di Parker è inquietantemente banale: il bacio con la biondina che fa scappare Mary Jane, l’amico Harry Osborn che prima lo consola e poi gliela ruba, la zia saggia che lo invita a perdonare l’assassino dello zio. Dopo la giovinezza c’è l’adolescenza, anche per Spider Man. Ma perché farne un adolescente mucciniano?

Inoltre, per essere un film d’azione di un regista come Raimi, cresciuto con la fama di geniale artigiano autodidatta, mancano i momenti di inventiva, se si escludono il cameo slapstick di Bruce Campbell (attore feticcio del regista qui nel ruolo del maître francese di un ristorante di lusso), e soprattutto l’intermezzo anarchico-musicale in cui Peter Parker smette di fare il bravo ragazzo e usa i superpoteri a fini di seduzione. [Continua nel link fonte]

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
Le vostre opinioni
Pubblicato il 6 maggio 2007 in: cinema

Argomenti

Ultimi interventi

Vedi tutti

Le categorie della guida

Inserisci per primo un commento a questo articolo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No

Anteprima del commento