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La duchessa di Langeais

Rivette torna a dirigere un film tratto da un racconto di Balzac con due splendidi protagonisti impegnati a raccontare una storia d’amore complicata sullo sfondo della Restaurazione borbonica.

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La duchessa di Langeais


Titolo originale Ne touchez pas la hache
Regia Jacques Rivette
Sceneggiatura Jacques Rivette, Christine Laurent, Pascal Bonitzer dal racconto “La duchessa di Langeais” di Honoré de Balzac
Interpreti Jeanne Balibar, Guillaume Depardieu, Michel Piccoli, Bulle Ogier, Remo Girone, Barbet Schroeder.
Durata 137 min.
Montaggio Nicole Lubtchansky
Musiche Pierre Allio
Fotografia William Lubtchansky
Paese, Anno Francia, Italia 2007
Produzione Martine Marignac, Maurice Tinchant, Elisabetta Olmi

La Trama


Durante una spedizione in Spagna, il Generale Armand de Montriveau ritrova in un convento di clausura la sua amante di cinque anni addietro, la duchessa Antoinette di Langeais che è diventata suor Teresa. La loro è stata una storia travagliata e il generale vorrebbe riavere con sé la donna le cui scelte sembrano però essere definitive.


Recensione
di Silvia Nugara

Tratto dal racconto La duchessa di Langeais di Honoré de Balzac contenuto ne La comédie humaine e originariamente intitolato come il film (ma bisogna vederlo per capirne il perché), il lavoro nasce dal desiderio del regista di dirigere in coppia Jeanne Balibar e Guillaume Depardieu. Se la prima aveva già lavorato con il maestro in Chi lo sa? (2001), per il giovane Depardieu è stata la prima volta dopo che Jacques Rivette ha detto di averlo molto ammirato in Pola X (1999) di Léos Carax.

Quindi l’adattamento del romanzo ambientato in piena Restaurazione è arrivato solo in seconda battuta, dopo in tentativo fallito di trovare un produttore per una vicenda amorosa contemporanea. Dopo Out 1 (1971) e La bella scontrosa (1991), Rivette si è trovato nuovamente alle prese con un testo di Balzac al quale ha dichiarato di essersi voluto attenere il più possibile. In effetti, non solo la storia è raccontata interamente e in dettaglio, ma alcuni passi del racconto sono direttamente citati sotto forma di intertitoli.

Comunque l’autore non si è limitato a tradurre didascalicamente un testo letterario in immagini, preferendo lavorare ad una messa in scena sempre in bilico fra tragedia e ironia. Gli ingressi dei personaggi con camera fissa sulla soglia delle stanze ricordano il Manoel de Oliveira di Belle Toujours con cui l’ultimo Rivette condivide anche la presenza di Bulle Ogier e Michel Piccoli in ruoli comprimari.

Interessante la scelta di impegnare i due protagonisti principali in un reciproco controcanto facendo di Jeanne Balibar una civettuola Madame de Langeais e di Guillaume Depardieu un plumbeo generale Armand de Montriveau. L’attore, a cui una carriera discontinua e un percorso di vita accidentato impediscono di apparire spesso sullo schermo, è qui una presenza decisiva. Sul suo volto vissuto si legge un’inquietudine che va al di là della futile sofferenza a cui si sottopongono reciprocamente i due amanti. [Continua nel link Fonte]

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