
Video: - Trailer - English - dal web
Redacted
Titolo originale Id.
Regia Brian De Palma
Sceneggiatura Brian De Palma
Interpreti Patrick Carroll, Robert Devaney, Izzy Diaz
Durata 90′
Montaggio Bill Pankow
Scenografia Phillip Barker
Fotografia Jonathan Cliff
Paese, Anno USA 2007
Produzione HDnet Films, The Film Farm
Distribuzione Eagle Pictures
La Trama
Iraq. L’esercito americano è schierato tutti i giorni sul territorio. I posti di blocco sono numerosi e ogni giorno i marines rischiano la loro vita. Quando tornano alla loro base, non fanno altro che discutere e scherzare ma vivono i loro giorni con una certa sottile angoscia. Una notte alcuni di loro decidono di compiere un crimine orrendo: sterminare una famiglia araba e violentare a turno una ragazzina di quindici anni. Il fatto verrà a galla ma il procedimento disciplinare prenderà una piega un po’ paradossale.
Recensione di Maurizio G. De Bonis
La guerra? Violenza senza alcun senso
Il cinema americano inizia a compiere delle riflessioni approfondite sulla tragedia rappresentata dall’invasione dell’Iraq. Lo fa alimentando in maniera tragica un senso di colpa che specie tra gli intellettuali ha attecchito fortemente. E’ destino di tutti i grandi paesi avere delle coscienze critiche che sono lucidamente in grado di rendere chiari punti oscuri, di raccontare agli altri ciò che i grandi organi di informazione non riescono a spiegare.
Brian De Palma si è collocato in questo solco. In sostanza, ha tentato con il suo ultimo film Redacted di analizzare il senso di una guerra che appare sempre più assurda e soprattutto di affermare in patria ciò che (sempre in patria) in genere si tenta di minimizzare. La logica che ha spinto De Palma a girare Redacted è quella di “non nascondere” lo sporco sotto il tappeto, di avere il coraggio della denuncia. Il fatto è che quando ci si imbarca in una simile avventura artistica paradossalmente lo stile diventa tutto, come se i contenuti avessero bisogno di uno schema comunicativo efficace grazie al quale raggiungere facilmente il pubblico.
Purtroppo Brian De Palma è un cineasta barocco e tendenzialmente narcisista, che fa sentire in modo potente la sua presenza dietro la macchina da presa e che usa il linguaggio visivo attraverso meccanismi compositivi complessi ma spesso ridondanti. Per quel che riguarda Redacted, il regista americano ha costruito un mosaico comunicativo: riprese amatoriali di un soldato, immagini prodotte da telecamere a circuito chiuso, servizi di telegiornali, video su internet. Il tutto per evocare un orrore mediatico, moderno e asettico. La violenza sembra stilizzata attraverso l’uso del digitale, ma De Palma costruisce scene verbose in cui i personaggi parlano e si muovono come se fossero al centro di una vicenda di un film metropolitano.
Il regista cerca la strada dello straniamento specie nelle sequenze del posto di blocco nelle quali la musica è utilizzata come contrappunto alle immagini di una guerra di posizione in cui i soldati aspettano consapevolmente la morte di qualcuno di loro. Redacted oscilla continuamente tra eccessi stilistici e passaggi più densi di sostanza espressiva, ed è dunque un’opera irrisolta e discontinua. A volte anche noiosa. La violenza è cruda ma mai rappresentata con limpidezza (e questo è forse l’unico vero pregio del film). [Continua nel link Fonte]

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