Into the wild

Un viaggio di eccezionale potenza, la descrizione di un’emozione inesprimibile ma anche un atto di coraggio: quello di metterci a nudo e poi offrirci uno specchio.

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Into the wild

 

Titolo originale Id.
Regia Sean Penn
Sceneggiatura Sean Penn, dal romanzo “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer
Interpreti Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone
Durata 148′
Montaggio Jay Lash Cassidy
Musiche Eddie Vedder, Kaki King, Michael Brook
Scenografia Derek R. Hill
Fotografia Eric Gautier
Paese, Anno Usa, 2007
Produzione Paramount Vantage, River Road Films, Arte Linson Productions, Into the Wild river Road
Distribuzione Bim

 


La Trama

 


1992. Christopher McCandless si laurea e sembra avere un brillante futuro davanti a sè ma il suo unico sogno è andare a vivere tra I ghiacci dell’Alaska. Lascia casa e famiglia, alla quale non dà più sue notizie, e si imbaraca in quella che sarà l’avventura della sua vita. Si fa chiamare Alex Supertramp e si dedica a tanti lavori per mettere da parte i soldi necessari per il suo viaggio dove si compirà il suo destino.

 


Recensione
di Eleonora Saracino


 

La ricerca autentica della felicità

 

“La Natura non è altro che una poesia enigmatica” scriveva Montaigne e chissà se Christopher McCandless pensò mai di decifrarne il mistero. Forse la sua era solo un’urgenza personale o la realizzazione di un desiderio impossibile ma quel che è riuscito a fare – e conoscere, e scoprire… - nel suo viaggio, probabilmente, vale più di una sola vita.

 

Tratto da una storia vera e ispirato al romanzo di Jon Krakauer “Nelle terre estreme”, il film di Sean Penn traccia un percorso esistenziale di un giovane uomo al quale il mondo, inteso così come noi lo conosciamo, andava più che stretto. Nato e cresciuto in una famiglia dalla quale poteva avere tutto – nell’accezione più borghese del termine – Chris avverte fin da bambino, quando vagabondava nottetempo alla ricerca di dolci nelle cucine dei vicini, il desiderio di scavalcare i limiti di ciò che lo circonda.

 

Diventato adulto corona il sogno (altrui) della laurea e, convinto di aver svolto, e finito, al meglio il suo “dovere” di figlio, decide finalmente di assecondarsi. Niente di quel che gli appartiene sente suo e, in un lampo, si libera di tutto ciò che lo tiene legato ad una vita che non gli calza, dal denaro ai documenti ma, soprattutto, della sua “vecchia” identità. Rinasce, allora, con il nome di Alex Supertramp e si ri-genera attraverso un percorso altro che seguirà le tappe dell’adolescenza, l’età adulta e la conquista della saggezza. Capitolo dopo capitolo, scrive la storia della sua vita, così come la vuole, così come l’ha scelta.

 

Sean Penn gira questo film con mano sapiente e delicata, accompagna il suo protagonista attraverso le lande desolate dell’Alaska e ci mostra, con lo sguardo asciutto ma mai distaccato del narratore, come egli diventerà un uomo e in che modo giungerà a conquistare la consapevolezza di esserlo. La storia di Chris è in qualche modo esemplare perchè non racconta una fuga, quanto piuttosto la ricerca di una verità, quella più autentica che alberga in noi e che è spesso destinata a smarrirsi sotto i desideri indotti della società contemporanea, i cui falsi idoli dell’apparenza oscurano la luce calda della sostanza.

 

Penn affida al giovane e talentuoso Emile Hirsch il compito di sostenere il fardello di un personaggio affascinante e complesso e centra splendidamente il bersaglio. Il suo Alex è un sognatore e un viaggiatore ma anche, a suo modo un alieno, un personaggio da romanzo, un eroe uscito dalle pagine di un classico…Come i grandi scrittori, delle cui suggestioni il suo cuore è permeato, il temerario Supertramp si getta a capofitto nella trama della sua vita, rubando le parole a Pasternàk o a Lord Byron.

 

Ci voleva un’intelligenza sensibile come quella di Sean Penn per fare di Into the Wild un grande film senza scivolare sul terreno vischioso della facile commozione o, ancor peggio, della retorica. La sua macchina da presa si libra leggera nella natura selvaggia, rende il suo obiettivo libero come uno sguardo per fissarsi, solo quando serve, fin dentro gli occhi dei protagonisti a mostrarne, senza filtri, la forza o il turbamento. [Continua nel link Fonte]

 

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