Agente Smart - Casino totale

Recensione di Claudia Catalli

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Agente Smart - Casino totale

Titolo originale Get Smart

Regia Peter Segal
Sceneggiatura Tom J. Astle, Matt Ember
Interpreti Steve Carell, Anne Hathaway, Dwayne Johnson, Terence Stamp, Alan Arkin, Bill Murray, Terry Crews, David Koechner, Masi Oka
Produzione Peter Segal, Steve Carell, Michael Ewing, Alex Gartner, Andrew Lazar, Jimmy Miller, Brent O’Connor, Charles Roven, Bruce Berman, Dana Goldberg
Montaggio Richard Pearson
Fotografia Dean Semler
Scenografia Wynn Thomas
Costumi Deborah Lynn Scott
Musiche Trevor Rabin
Paese, anno Usa 2008
Durata 150 min.
Distribuzione Universal Pictures


Tratto da Cinema.it - Recensione di Claudia Catalli

pubblicato: domenica 13 luglio 2008 da Claudia Catalli in: prime visioni

Agente Smart - Casino totale

Maxwell Start, spia della Control, è alla sua prima missione effettiva: sgominare la banda criminale Kaos. Unici aiuti a disposizione, oltre alla collega Agente 99: alta tecnologia e entusiasmo del principiante.


Recensione


Nel mare magnum delle uscite estive, sorprende la presenza di una pellicola lieve, divertente e non priva di spunti di riflessione. Se già dal titolo Agente Smart Casino Totale, ispirato all’omonima serie tv degli anni ’60, ammicca alla saga degli 007 (vedi l’ultimo, Casino Royale), nello svolgersi dei 150 minuti si ritaglia una sua gradevole originalità, alternando momenti di comicità esilarante a punti critici di denuncia velata verso gli Stati Uniti (con un inedito James Caan nei panni di Bush), la paranoia terroristica, ma soprattutto i loro “efficienti” servizi segreti.


Steve Carell
, esilarante in Un’impresa da Dio e commovente in Little Miss Sunshine, continua ad affrontare ruoli che gli calzano a pennello. Qui è uno 007 sui generis, ex-taglia xxl e attento alle discriminazioni di peso, mai promosso perché “troppo bravo”. Del tutto inesperto nelle pratiche di spionaggio, lo vediamo intento in mille strategie solo grazie all’aiuto di risorse tecnologiche e intellettuali. Ad affiancarlo è un’elegante e tiepida Anne Hathaway, che corre su tacchi vertiginosi come dietro al Diavolo Streep di Prada vestito, ma è lontana dall’icona della bond girl, ancora di più da quella di un’eroina dell’action movie, per cui non basta indossare un caschetto nero o improvvisare un ballo sensuale (in entrambi i casi, simpatico l’ammiccamento a Pulp Fiction - ma la Hathaway non ha certo il carisma della Thurman).

Valido il resto del cast, dal possente Dwayne Johnson/agente 23, impegnato in una congiura interna fra colleghi, all’irresistibile Bill Murray che spunta per caso dal tronco di un albero. Ma è la coppia protagonista ad offrire spassosi spunti per una critica alla società dell’immagine (ancora una volta tutta americana): lui è un ex obeso, pronto a ballare con la più grassa della festa per combattere i pregiudizi estetici della massa; lei una donna che, per esigenze lavorative, ha dato se stessa in mano alla chirurgia estetica. Il risultato? Una persona completamente diversa, senz’altro più giovane, più bella, ma… “prima assomigliavo a mia madre”, ricorda con un filo di commozione. [Continua nel link Fonte]

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