The Wrestler

Recensione di Eleonora Saracino

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The Wrestler


Titolo originale
: The Wrestler
Regia: Darren Aronofsky
Sceneggiatura: Robert Siegel
Interpreti: Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood
Montaggio: Andy Weisblum
Musica: Clint Mansell
Paese: Usa
Anno: 2008
Durata: 105 minuti

Tratto da Cinema.it - Recensione di Eleonora Saracino

pubblicato: venerdì 05 settembre 2008 da Eleonora Saracino in: prime visioni

Randy Robinson, detto l’Ariete, è stato un campione di Wrestling negli anni 80 ma ora, ormai invecchiato, sbarca il lunario con incontri nei circoli ricreativi. Dopo un infarto, inizia a riflettere sulla sua vita, cerca di recuperare il rapporto con la figlia e tenta una relazione con una spogliarellista non più giovanissima.


Recensione


Un fisico istoriato dalla vita e dalle lotte, un cuore che non batte più al ritmo di una volta, una vita spesa sul ring per combattere e vincere… Chi meglio di Mickey Rourke poteva dar vita al personaggio dell’Ariete? The Wrestler è lui, colonna portante di un film che traccia la parabola di un’esistenza ormai alle corde, sebbene non ancora pronta ad uscire di scena, a gettare quella spugna che ne decreta la fine. Darren Aronofsky, dopo il deliro new-age di The Fountain passato alla Mostra di Venezia nel 2006, racconta con un realismo, non privo di poesia, la vicenda di un uomo che nel wrestling ha costruito il suo mondo, sacrificandogli tutto ad iniziare dai sentimenti.

Ora che la sua rocciosa fisicità sta per abbandonarsi all’usura del tempo Randy deve confrontarsi con l’avversario più temibile e assolutamente più forte: la solitudine. Il suo peso – insostenibile – non può essere sopportato nemmeno dai muscoli più gonfiati di steroidi e l’Ariete, dopo anni di trionfi, sbatte il suo capo coriaceo contro lo sbarramento dell’età che viene negata e rifiutata in ogni forma di spettacolo. Aronofsky ci mostra le ferite (non solo fisiche) del suo protagonista seguendolo passo passo, facendo della macchina da presa lo sguardo impietoso del pubblico ma, al tempo stesso, lo specchio in cui Randy si riflette e si scruta, alla ricerca di ciò che era.


Mickey Rourke
rende l’Ariete un personaggio straordinariamente dolente, mostrando coraggiosamente un corpo e una faccia massacrati dai colpi degli anni, prendendo sulla sua schiena spezzata tutto il film per sollevarlo in alto come un trofeo. Impossibile scindere Rourke/Robinsion, due vecchie glorie che dopo i fasti del passato pagano il prezzo di un presente che non concede sconti. Aronofsky concentra, riuscendoci, in questo tutta la forza di The Wrestler, concedendo un tocco di grazia nel passaggio fugace della giovinezza di Evan Rachel Wood e rappresentando la possibilità di un cambiamento nella matura, splendida bellezza di Marisa Tomei.

Tuttavia, The Wrestler non si lascia tentare dalla facile commozione, né dall’ovvietà di un gran finale. Se l’Ariete è pronto a sfondare di nuovo non può che farlo a modo suo, rientrando nel suo mondo, stordito dagli applausi, aggredito dalla ferocia avversaria per sfidare se stesso da vincitore e vinto.

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